Green deal, chi paga? (indovinate…) – E55


L’accelerazione della Unione Europea sulla svolta ecologica ha costi enormi.

Chi li paga?E cosa comporterà nella competizione globale della nostra industria? Con quali ricadute sull’occupazione?

Ne parliamo con Chicco Testa.


https://omny.fm/shows/don-chisciotte/green-deal-chi-paga-indovinate

5 thoughts on “Green deal, chi paga? (indovinate…) – E55”

  1. Ero titubante ad ascoltare questo podcast perché temevo di prendermi l’ennesima incazzatura su un tema che ha preso una piega così assurda da sembrare un sogno. Tuttavia l’intelligenza e la competenza di Chicco Testa, sommate naturalmente alle virtù dei nostri Eroi, mi ha fatto tirare un sospiro di sollievo. Il quadro è stato presentato in modo perfetto e la critica è risultata ineccepibile, oltre che estremamente chiara.
    C’è poco da fare, questo “Fit for 55” è una puttanata clamorosa. Sì certo, possiamo mettere in conto che le elezioni tedesche sono alla porta, possiamo capire che la politica continua inevitabilmente ad essere “sangue e merda” (in questo caso, appunto, una vera e propria merda culturale), ma l’immagine che se ne trae è quella di una classe politica irresponsabile, di fatto clamorosamente inaffidabile. No, non si può minimamente avere fiducia di persone che propongono/impongono prospettive irrealizzabili, assurde, allucinanti come questa. Come possiamo pensare, a questo punto, che le decisioni che vengono prese sul resto del nostro futuro non siano condizionate pesantemente da ideologie e/o tornaconto politico? Io davvero mi vergono di essere europeo, non posso più fidarmi.
    Sì, è chiaro, la strada è lunga ed è probabile che il “progetto” venga drasticamente ridimensionato. Ma attenzione che il rischio di finire come con gli OGM è altissimo. Resteranno degli strascichi ideologici nella normativa, verranno istituzionalizzate istanze antiscientifiche ed anticapitalistiche le cui conseguenze saranno imprevedibili. Bisognerà tenere l’attenzione altissima se vogliamo che il continente si leghi la corda al collo delle istanze culturali più ignoranti e reazionarie delle nostre attuali società occidentali. La chiosa di Oscar (capolavoro) in cui ricorda uno slogan leninista sintetizza perfettamente il tutto.
    In ogni caso grazie. Puntata da incorniciare.

    P.S. Piccolo appunto al prof. Maffé… No, purtroppo anche per l’idrogeno bisogna ridimensionare di brutto le aspettative. Oltre ai costi per produrlo, gli aspetti tecnologici ed economici per stoccaggio, trasporto, sicurezza sono enormi. Teniamo i piedi per terra. Quella ambientale è prima di tutto una questione scientifica e tecnologica, subito dopo economica e solo alla fine una questione sociale, umanistica, ideologica. Il dramma dell’ambientalismo mainstream è proprio quello di non poggiare sul primo pilastro.

  2. La discussione sul green pass cosi impostata mi ha lasciato assai insoddisfatto.
    Primo, da lei Giannino, mi aspetto che corregga le basi sul ragionamento del costituzionalista, il quale parte dal errato presupposto che il vaccinato non sia contagioso.
    Secondo, le tesi SERIE dei contrari al green pass non sono quelle esposte nel suo brutto tentativo di fare l avvocato del diavolo.
    Una delle tesi che considero serie , per esempio, è il perche obbligare gli under 20 ad un vaccino che in paesi come inghilterra e germania ritengono inutile, anzi, con rischi maggiori dei benefici (il che è anche peggio, diciamo la versione diplomatica di “una caxxata”)
    Un altra è obbligare gli ex positivi asintomatici a vaccinarsi, come me, che ho preso il covid, ho avuto come sintomo un abbassamento della voglia di fumare per 3/4 giorni e ho preso 5 kg in piu durante la quarantena.Ad ottobre , quando il mio green pass finisce, il vaccino non me lo faccio per far star tranquilli gli altri con un QR code. Ho la fortuna di avere un corpo che reagiace bene, e quindi non mi faccio un vaccino come non mi faccio della tachipirina se non ho la febbre, risultando pericolo UGUALE a un vaccinato.
    Leggere Il quotidiano La Stampa oggi che fa passare tutti quelli che non vogliono il vaccino dei no vax, le proteste di torino “i no brain” affiliati con forza nuova, che parla di contagiati nei titoli per poi dire nelle ultime 3 righe in trafiletto che sono contagiati giovani che l ospedale non l hanno visto nemmeno in fotografia NON E SANO.
    E trattare tutti quelli che non vogliono fare il vaccino come dei disturbati col cappello di cartapesta per non farsi controllare da bill gates col 5g non fa onore all intelligenza di quello che scrive.Lo fa anzi risultare un supponente idiota.Un idiota che radicalizza le posizioni anche di quelli piu moderati

  3. Caro Don Chiscotte l’episodio “Green deal, chi paga? (indovinate…) – E55” stranamente non mi è proprio piaciuto. Vi seguo da anni e la vostra cifra stilistica è sempre stata la sfida aperta ai problemi che per quanto comlessi e sfidanti vanno affrontati con decisione e coraggio; quante volte vi ho sentito parlare di: “calcio alla lattina” in merito alle soluzioni proposte e come si poteva darvi torto? Ecco, sentendo parlare Chicco Testa ho avuto la stessa sensazione, di rinvio, di stantio e davvero non me l’aspettavo!!!
    Il cambiamento climatico presenterà il suo conto e sarà salatissimo, perchè la realtà, me l’avete insegnato proprio voi ha una propria forza che prevrrà sempre e comunque. Non si può rinviare perchè, ora, oggi, economicamente non ci conviene. Non si può parlare ancora di nucleare dopo aver visto errori umani o cataclismi a cosa portano, Fukuscima ha provocato 300 miliardi di danni, quale investitore potrà o vorrà assumersi un simile rischio?? L’investimento in rinnovabili presenta dei costi stimabili a priori, dopo di che la materia prima è gratis e disponibile anche perchè se venisse a mancare il sole probabilemtne avremmo ben altro di cui preoccuparci.
    Gli eventi atmosferici estremi, che si verificano sempre più spesso, presentano conti sempre più salati. L’inalzamento dei livelli del mare costringera milioni di persone a esodi forzati con costi inimmaginabili e difronte a tutto questo noi che facciamo? continuiamo a preferire l’auto diesel perchè ad oggi è ancora la scelta economica più conveniente? Si deve agire da “ieri” ognuno nel suo piccolo, un pannello solare in più, un piccolo consumo in meno, tanta sobrietà, una parola ormai dimenticata!
    Sperò che nelle puntate che seguiranno, inviterete persone con punti di vista diversi da quelli di Chicco Testa, per quanto mi riguarda vi rinnovo tutta la mia stima e un grande grazie per quello che fate.

  4. Ah ah ah, e chi pagherà mai? I soliti babbei che continuano a sostenere ‘ste boiate. Enjoy the EUSSR, che nel frattempo c’è il resto del mondo, cinesi in primis, che sa la ride a crepapelle.

  5. Semplificando molto la domanda, nell’ipotesi che in Europa il grosso delle rinnovabili sarà da sole, vento e biogas più un certo apporto di nucleare, perché in queste valutazioni non considerate i vantaggi a medio termine che le democrazie occidentali avranno dalla quasi indipendenza energetica dagli Stati canaglia?

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