2 pensieri su “S6E62 – Scusate il ritardo: il Parlamento si ricorda che Fermi era italiano”

  1. Perché non avete parlato del fatto che la legge non prevede fondi? Senza investimenti, è pura teoria e dispiace che non lo abbiate detto.

  2. Carissimi,
    Vi seguo da lungo tempo e fate sempre un bel lavoro con prospettive purtroppo troppo rare in Italia.

    In questo episodio (più di altri sul tema “energia elettrica” in cui spesso noto inesattezze) Oscar è stato tuttavia particolarmente impreciso. Il nucleare non è proprio il mio ambito ma quel poco che conosco mi è bastato per avere diversi punti da segnalare:
    * Parlando di tecnologie Oscar presenta caratteristiche della quarta generazione in modo monolitico quanto invece questa ha diversi filoni (si veda il sito del forum internazione “gen-4 punto org”), forse confonde raffreddamento e moderazione, spaccia come caratteristiche della IV generazione alcune caratteristiche dei reattori veloci.
    * Riguardo alle scorie, i reattori veloci riducono gli attinidi (a patto di usare combustibili come i MOX) ma non riducono i prodotti di fissione. Non viene eliminata la necessità di un deposito (necessario comunque anche per le scorie ospedaliere). Comunque il problema della scorie nucleari si risolverebbe facilmente se ci fosse la volontà, visto la quantità ridotta che rappresentano.
    * L’enfasi sugli SMR è esagerata. Sebbene le promesse siano grosse, la realtà odierna è che costano ancora più dei reattori nucleari di taglia maggiore costruiti dove è facile costruirli. Il problema dei costi in Europa e US si potrebbe spiegare con il fatto che abbiamo perso le economie di scala e che dopo Fukushima diversi progetti hanno dovuto essere rivisti con aumenti dei costi. SMR e AMR sono molto promettenti per il futuro tra 5/10 anni, ma credo l’Europa dovrebbe partire con quello che è disponibile ora, magari dai siti che centrali li hanno già ospitati. Comunque solo oltre 100 (non 60) quelli in sviluppo, decisamente troppi perché tutti facciano scala, molti dovranno fallire.
    * Il problema della sicurezza è ormai superato. Nella storia il nucleare ha ucciso molto meno delle dighe idroelettriche. Anche durante il terremoto del 2011 in Giappone, c’erano 4 centrali nell’arco di 100/200km investite dallo tsunami (se ricordo correttamente). Solo la più vecchia, la nota Fukushima Daici (1973), ha avuto problemi. Non ha senso insistere sui sistemi di sicurezza degli SMR o della IV gen quanto quelli esistente vanno benissimo e sono forse pure esagerati.
    * I costi al kWh degli SMR presentati da Carlo Alberto sono, per ora, teorici. La stesse promesse di bassi prezzi le facevano le batterie al sodio, il fotovoltaico in perovskite, per citare tecnologie non ancora disponibili sul mercato a prezzi competitivi. Mi sarebbe piaciuto vedervi applicare lo stesso pragmatico scetticismo che applicate alle tecnologia per le reti e per l’integrazione delle FRNP, anche agli SMR. Abbiamo già oggi una tecnologia (reattori PWR di III gen) che in altri stati funziona e batte ampiamente i costi corrente del gas, senza aspettare gli SMR.

    Finisco. Personalmente mi pare che questa enfasi sugli SMR serva principalmente a rendere più digeribile il nucleare ad un’opinione pubblica che non lo capisce, ma che non è esattamente quello che servirebbe ad Italia e Europa oggi.

    Riguardo agli AMR e alla italio-francese Newcleo, c’è da dire che non propone solo soluzioni per l’utility elettriche ma ha anche un progetto per sviluppare un reattore navale che consentirebbe di de-carbonizzare il traffico merci via mare.

    P.S. Oscar continua a dire “Fonti rinnovabili” quanto in realtà intende “Fonti non programmabili”.

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