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Buongiorno,
Ho ascoltato l’ultima puntata 3 volte per essere sicuro di capire tutte le preziose info di cui avete parlato, soprattutto l’interessantissimo intervento di Carlo Alberto che mi ha seriamente fatto ripensare a cambiare nuovamente idea sul mio voto.
Per dovere di cronaca, alla fine il mio voto è rimasto sul NO. La mia scelta non è stata però dettata dalla voglia di rendere il mio voto un messaggio politico o altro ma su quello che io, nel mio piccolo e nella mia ignoranza in materia, ho pensato essere il merito della riforma.
Nonostante Carlo Alberto mi abbia decisamente convinto sulla necessità di avere due carriere ben distinte che, oltre alla terzeità delle parti in causa, offre la possibilità di raggiungere gradi maggiori di specializzazione e, quindi, di ottimizzazione di molti processi/procedure/prassi;
nonostante Oscar mi abbia convinto del fatto che ci sia bisogno di un organo imparziale che si occupi delle sanzioni disciplinari in caso di giudici e/o PM che commettono errori o illeciti, nonostante sia molto dubbioso sul fatto di avere 3 organi distinti da svariati milioni di € l’uno;
il punto della riforma che mi ha fatto propendere per il NO è stato l’ultimo, e più nel dettaglio la parte relativa alla scelta dei membri laici da parte del governo in una short list di cui però non sono stati indicati i prerequisiti e i metodi per essere inseriti in questa lista.
Un esempio spiegato nel penultimo episodio di Nessuno Escluso vede Ernesto Carbone che ha più volte detto di aver richiesto info su come viene stilata la short list dei nomi candidati per i laici ma nessuno gli ha mai dato questa info, neppure Francesco Petrelli che era lì presente.
E se una buona parte della popolazione è preoccupata per questo aspetto, il minimo che i membri favorevoli alla riforma potessero fare era mettere chiarezza (e io penso ne sarebbe anche andato a loro vantaggio), invece no, mutismo selettivo, e la cosa mi ha inquietato;
questo, insieme alle tante uscite dei politici della maggioranza mi ha messo un po’ in allarme sebbene sia d’accordo o perlomeno indifferente su molti punti.
Per quanto mi riguarda le riforme (e soprattutto quelle alla costituzione) si fanno bene, non si scrivono porcate lasciando spazi vuoti da riempire più avanti a piacimento e buttando tutto in caciara.
Mi dispiace abbia vinto l’immobilismo ma non trattandosi di una riforma ordinaria ma costituzionale tendo ad essere ancora più attento sui pro e contro che questa comporta.
Indipendentemente da questo siete sempre spunto di molte riflessioni e vi ringrazio per questo.
A presto,
Amici cari,
siete stati così di parte che avete pure messo il “Si” al 54% nell’immagine di questa puntata!
Detto ciò, continuo a meravigliarmi dei toni di Carlo Alberto davanti a una riforma che non avrebbe cambiato niente ma che per lui andava ingoiata tale quale. Questo, ovviamente, salvo poi lamentarvi (tutti quanti) dei leggi di attuazione che sarebbero state ovviamente e volutamente scritte con i piedi in caso di vittoria.
Ritorno al punto dell’altro giorno: le riforme costituzionali si fanno BENE, sennò non si fanno. Non sono leggi ordinarie – lo sapete meglio di me – che con un colpo di spugna possono essere cancellate e riscritte: quindi anche un solo punto di debolezza (e qui ne avevamo parecchi!), diventa condizione sufficiente per affossare la riforma.
Rifatevela con Meloni e Nordio, rispettivamente primo e secondo firmatario di questa riforma, se ha vinto il “No”: la colpa è loro, non degli italiani che non capiscono.
Matteo
ahahaha hai ragione, devo rifare l’immagine devo guardare se ho sbagliato io o chatgpt
Renato
messa a posto
grazie Renato!
Ciao,
per me siete da anni un faro per navigare la complessità che ci circonda senza logiche di tifoseria ma con razionalità, dati, senso critico alla mano.
Da convinto per il SI nel merito, ma spinto al NO per il metodo (e ammetto un bias di preferenze politiche) ho aspettato con ansia la vostra puntata sul referendum..sperando un pò per quell’ultima spinta sul SI.
Non è andata così perchè su un paio di argomenti mi avete convinto molto poco:
1) i numeri sulle sanzioni comminate dal CSM: sono pochissime è vero, ma ho letto che sono pochissime anche nei paesi con separazione delle carriere e organi di governo separati
2) i benefici di efficienza derivanti dalla specializzazione: personalmente ho trovata l’argomentazione un pò generica e avrebbe sicuramente aiutato sviscerarlo con qualche elemento concreto su causa-effetto tra riforma ed efficientamento.
Detto ciò grazie, grazie, grazie per il tempo e la passione che ci dedicate nella vostra instancabile attività di informazione di qualità!
Alla prossima puntata
Vorrei evidenziare un punto che non mi sembra abbiate sottolineato abbastanza: le riforme costituzionali si fanno cercando un briciolo di consenso in parlamento. Il governo ha imposto questa riforma. Quindi l’errore del governo non è stato nel merito ma nel metodo. Questo dovrebbe essere un insegnamento per destra e sinistra. Si spera che nasca una nuova assemblea costituente perche’ concordo che questo Paese non può restare immobile. Cordiali saluti
Carissimi,
per fare arrivare in tempo i treni non è necessario cambiare la Costituzione e anche per fare funzionare meglio la Giustizia non serve cambiare la Costituzione, ma attraverso leggi ordinarie e regolamenti chiari si può raggiungere l’obiettivo (se si volesse davvero). Relativamente al punto che l’Italia sia tra i pochissimi in Europa a non avere la separazione delle carriere è un argomento che i fautori del SI hanno portato avanti con vigore, ma molto spesso sono le stesse persone che si sono opposte anche al MEF, a una UE più forte, al nucleare o a un federalismo serio… difficile risultare credibili.
Vi ringrazio e saluto cordialmente, alla prossima.