11 pensieri su “Gli ordini di Trump – S5E6”

  1. D’accordo con voi riguardo ai temi economici e all’inerzia dell’Europa di fronte alla forza americana ma che delusione la vostra posizione sugli aspetti morali che la presidenza Trump presenta. E’ troppo facile trincerarsi dietro la frase: io osservo cosa Trump fa riguardo agli immigrati ma non giudico. Nel caso dell’Ucraina avete sottolineato la giustezza di difendere i valori di democrazia e liberta’ contro l’assalitore Putin. Nel caso di Trump coprirsi gli occhi sulle sue condotte contro i piu’ elementari diritti, mi sembra contraddire quell’altezza morale che avevate dimostrato condannando senza se e senza l’invasore russo. Che delusione!

    1. Devo dire che ho pensato la stessa cosa, avranno senso le scelte in termini di politica economica, di dinamiche industriali e tanto altro, senza dubbio, ma il fatto che questo debba andare a scapito dei basilari principi morali e si meriti poco più di un commento tra i denti per me è molto deludente.

    2. Diciamoci che la differenza tra Putin e Trump è che il primo è un dittatore invasore e il secondo è stato eletto democraticamente da un popolo libero. Non è poco.
      E tra l’altro deve ancora dimostrare cosa riuscirà a fare di quello che annuncia, oppure il sistema democratico del suo paese (Congresso, Stati, Giustizia, opinione pubblica, elezioni di mid-term) gli consentiranno di fare.

      1. Sì, certo, la differenza è sostanziale, innegabile.
        Ciò non toglie che il personaggio sia abbastanza moralmente deprecabile, il perdono presidenzale in blocco ai 1500 dei riots (lì in mezzo c’è abbastanza di tutto), l’ordine sulla questione dei due generi biologici è una buffonata che se vogliamo giustificare come risposta agli eccessi woke da esattamente la cifra del personaggio: un narcisista che accarezza gruppi politico/sociali con idee tutt’altro che liberali.
        Ma davvero l’idea è che senza Trump lo sviluppo del tech e dell’AI ne risentirebbe? Eppure il punto a cui sono arrivati negli USA è successo anche senza di lui…

        1. Il personaggio è assolutamente deprecabile, sono d’accordissimo.
          C’è da chiederci se non siamo alla soglia della prova del nove del fatto che la democrazia sia effettivamente più forte dell’autocrazia.
          Mi dico sempre che anche Hitler ha vinto le elezioni.

    3. Sono della stessa opinione. Discorso molto simile vale per l’Arabia Saudita nella puntata successiva a questa. Un Don Chisciotte che sembra essersi stufato di lottare contro i mulini a vento

  2. Analisi concreta, cinica e distaccata. Personalemente sono molto preoccupato per la pigrizia dell’Eu (così divisa) nel riconoscere la sua debole posizione, per la mancanza di una proposta concreta e alternativa, la produzione che viene “delegata” all’automatizzazione senza avere messo in campo alcuna misura per renderla sostenibile alla comunità, minoranze comprese. Una larga parte dell’umanità per età o competenza verrà esclusa dal mezzo che usa per sostenersi, non so che ne risulterà.

  3. Ciao a tutti!
    Sono un ingegnere informatico, specializzato in AI al Politecnico di Torino. Ultimamente sto sperimentando diversi LLM utilizzando strumenti come Ollama, se vi va, contattatemi pure per un’amichevole chiacchierata sul tema!

  4. Salve a tutti,

    Sono completamente in disaccordo con l’ideologia woke.
    Non metto in discussione il diritto di ogni individuo a essere rispettato e trattato equamente di fronte alla legge, indipendentemente dalla propria identità di genere. Tuttavia, lo Stato non può permettere che minori, che non hanno ancora sviluppato una consapevolezza sessuale, subiscano interventi chirurgici irreversibili sulla base di un’autopercezione che spesso riflette più le convinzioni dei genitori che una reale esigenza del bambino.

    Al momento, ci sono bambini sottoposti a trattamenti ormonali che bloccano la pubertà, causando una riduzione della densità ossea, una dipendenza farmacologica a vita e possibili danni permanenti alla salute. Questo è inaccettabile.

    In ambito sportivo, trovo assurdo che un atleta biologicamente maschio, identificandosi come donna, possa competere contro atlete femmine, mettendole in svantaggio e alterando il principio di equità sportiva.

    Infine, è fondamentale contrastare le manifestazioni più estreme di questa ideologia, che sempre più spesso assume i contorni di una distorsione intellettuale.

  5. Trump è il fuoco che covava sotto la cenere e che ora divampa. Un fuoco alimentato dall’insofferenza verso l’ideologia woke, il cui estremismo illogico e bigotto avvelena le menti e soffoca il pensiero critico. Un fuoco che nasce dal rancore verso l’ipocrisia dell’ideologia green, incapace di fare mea culpa perfino di fronte ai disastri causati dalle proprie scelte, come i devastanti incendi in California, cancellando secoli di saggezza e tradizione di chi ha sempre vissuto in lotta con il fuoco. Un fuoco che si nutre della rivolta contro la cancellazione del merito, sostituito da un’uguaglianza imposta e artificiale, che nega alle persone la possibilità di costruire il proprio successo sulla base delle loro capacità. Equality of opportunity, not equality of outcome
    Spero che l’elezione di Trump sia la sveglia per l’Europa, che troppo a lungo ha vissuto immersa in un’illusione utopistica con la sua propsopopea di essere la luce sfolgorante dell’etica, allontanandosi dalla realtà e condannandosi al declino. È tempo di svegliarsi, di smettere di sprofondare nel sogno sterile di una nobiltà decadutae di rimboccarsi le mani per fare.

  6. Ad oggi (5 febbraio) Trump ha firmato 46 ordini esecutivi che minano direttamente l’apparato amministrativo, oltre ad aver dato l’immunità agli assalitori del 6 gennaio.
    Oscar, farai un commento sul tema o oramai ha vinto la linea servilistica di Carlo Alberto che, come con la Cina e l’Arabia Saudita, elogia e non vede?

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