4 thoughts on “Tensioni crescenti, in Ucraina e sui salari  – S2E44”

    1. In realtà questa discussione non mai stata così inutile come adesso, in quanto il rapporto incrinato non è tra Usa e ed il resto della Nato (ovvero non è corso in minaccia all’Europa che gli Usa non vogliono affrontare, per intendersi) ma lo è all’interno dell’Europa stessa, tra i paesi UE dell’est più deboli economicamente ma profondamente anti-russi, in linea dunque con gli Usa e Uk (che però sono lontani dal fronte), e l’Europa occidentale che invece vede un buon rapporto con Putin necessario, perché con la transizione energetica il gas russo è fondamentale, soprattutto per la Germania. È inoltre la maggior parte di noi euroccidentali non percepisce più in la Russia come una minaccia concreta dalla fine della Guerra Fredda (anche se evidentemente Putin non pensa sia finita se considera la Nato una minaccia così pericolosa). È proprio su questa spaccatura che si gioca la partita diplomatica portata avanti dal Cremlino per fare ascoltare le sue richieste…

    2. Cari Oscar, Renato e Carlo Alberto
      Molto interessante questa puntata, grazie per il vostro consueto impegno e professionalità. Vorrei segnalarvi solo una questione: in un passaggio dite che la sproporzione di forze terrestri tra Federazione Russa e NATO è quella particolarmente rilevante. Non sono d’accordo per i seguenti motivi: la Russia non ha fatto gravitare le sue forze terrestri nell’unico confine che condivide con la NATO (quello con le repubbliche baltiche dove per altro si registra la presenza dei battle group dell’alleanza), bensì molto dentro ai suoi confini intorno all’Ucraina (che appunto non è un paese NATO) e in Bielorussia nella parte che confina con l’Ucraina e non con Polonia e Lituania. Anzi alcune unità dal fronte del baltico sono state spostate in Mar Nero. È proprio qui che, a mio avviso, si è creata la sproporzione maggiore. L’assoluto dominio russo negli assetti navali schierati in Mar Nero e nel mediterraneo orientale. Anche per merito della rinnovata relazione tra Putin ed Erdogan, la Russia schiera un dispositivo navale spaventoso in Mar Nero ed è per tanto libera di muoversi e sostenere qualsiasi azione sul fronte meridionale dell’Ucraina. Di contro l’alleanza per via degli accordi di Montreau (che sono certo la Turchia farà rispettare in maniera ferrea) non può schierare un gruppo da battaglia in pochi giorni senza che le sovverchianti forze russe lo colino appicco appena uscito dal Bosforo. Senza considerare le unità russe in mediterraneo orientale con base in Siria che sono certo faranno un Sea denial spietato per rallentare i movimenti dell’alleanza. La Russia non è una grande potenza navale, eppure da gennaio non ci sono unità della NATO in mar nero, a parte quelli dei paesi rivieraschi, che non sono in grado di competere con gli assetti russi. Le unità terrestri russe non hanno una postura minacciosa verso gli assetti NATO e sono comunque ben lontane dai confini dell’alleanza, mentre la situazione in Mar Nero è esattamente all’opposto, la sproporzione più grande è negli assetti navali che sono anche più difficile da tracciare senza avere qualcos’altro di galleggiante nei dintorni. Se la NATO avesse voluto dare prova della sua risolutezza è lì che avrebbe dovuto impegnarsi come ha fatto in aprile con il gruppo da battaglia della queen Elizabeth (ed infatti gli inglesi hanno avuto problemi in quel frangente).
      In fine una questione diversa: nell’ultima relazione del copasir si è richiamata la questione della vendita di borsa italiana ad euronext. Pare che l’allora ministro dell’economia, oggi sindaco di Roma, alla domanda del relatore del copasir del suo stesso partito (on. Borghi), sul perché la vendita sia andata al gruppo francese anziché a quello tedesco, che pure avevano fatto un’offerta economicamente più vantaggiosa, non abbia risposto e abbia detto che ha deciso lui di andare in affidamento ai francesi. Queste cose sono scritte nei documenti del copasir pubblicati e sono state ripetute di recente dall’attuale presidente On. Urso. Su questo pensate di fare un commento? A me sembra tutto molto strano ed inverosimile, ma magari mi sono perso qualcosa.
      Grazie

  1. Buongiorno Oscar e “compari”. desidero ringraziarvi per la qualità del prodotto in generale ma farvi i complimenti per l’analisi geostrategica proposta nell’ultimo podcast. Informazioni schiette e circostanziate e con una vision di lungo termine senza la quale non si comprendono le strategie della Ru. Mi occupo di sicurezza e difesa per lavoro da molti anni anche presso l’Alleanza. L’analisi che avete proposto è assolutam. corretta e corredata da dettagli che solo un addetto ai lavori conosce bene. Dettagli tecnici che sono rilevantissimi perché sono, insieme ad altre, il driver di azioni politiche. Mi riferisco alle valutazioni rispetto alle forze in gioco sia in termini quantitativi che qualitativi. Correttissimo inoltre il riferimento alla diversa sensibilità europea sul tema: provate a parlare con un lituano o un polacco nel merito della questione. Si vede Oscar che scrivevi su RD! Comunque grazie a te e ai tuoi “compari”. Un piacere ascoltarvi! Roberto

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