The Great Resignation; Draghi e il caro-bollette – S2E37

Anche in Italia un’onda di dimissioni volontarie  dal lavoro: ci dice molto di come cambia il lavoro e la sua percezione, e di cosa dovrebbe fare e invece non fa il decisore politico. Sui prezzi dell’energia i calmieri di Stato servono a poco: serve una rivoluzione che abbatta oneri su chi investe di più in efficienza e transizione energetica

https://omny.fm/shows/don-chisciotte/the-great-resignation-draghi-e-il-caro-bollette

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La lettera di Larry Fink (Blackrock) ai CEO

5 thoughts on “The Great Resignation; Draghi e il caro-bollette – S2E37”

  1. Complimenti davvero! sto ascoltando la puntata in podcast, molto illuminante sulla situazione del lavoro e le necessarie modifiche che servirebbero. Visto che date sempre spunti interessanti con a supporto fonti esterne (per es. in questo caso la lettera di Blackrock), volevo chiedere se era possibile aggiungere i link nelle “shownotes” del podcast, sarebbe molto utile per ritrovare i documenti / siti citati durante il podcast. Lo fanno molti podcast stranieri (Germania, US…)

    1. Lo facciamo, quando ci sono i link da pubblicare, devo dire la verità che mi sono dimenticato io.

      Li ho inseriti

      Renato

  2. Ok, ora sappiamo che il Cifarelli ha ricoperto i suoi capannoni di pannellini solari. Sussidiati, naturalmente, ma non importa. Diciamo che ha fatto gli “investimenti”.
    Ora, siccome qui – giustamente – il mantra è quello di esprimere opinioni in base ai dati, ci fa sapere NEL DETTAGLIO la sua esperienza in questo ambito? Consumi totali (EE e fossili) dello stabilimento, superficie pannellizzata, produzione (disaggregata per mese), versamenti in rete, costi di manutenzione, valore sussidiato.
    Si darebbe un ottimo esempio in termini di metodo, trasparenza, coerenza con quanto si va sostenendo.
    Grazie.

    1. I pannelli sono “sussidiati” come da legge vigente ai tempi in cui li installammo, il contributo totale GSE nel 2020 ha contribuito per il 3,7% al nostro EBITDA, potrei definirlo “non significativo” credo. Copre al 72% i costi per energia elettrica. Spendiamo 1/4 (costi bollette) del costo EE in gas, poi nei costi produttivi abbiamo parecchia benzina visto che facciamo motori e vanno provati.

      Da sempre facciamo comunque gli investimenti “a prescindere” dagli aiuti, se servono e crediamo possano essere efficaci per l’azienda. Se poi esistono contributi ci aiutano a rendere più brevi i tempi di equilibrio dell’investimento.
      In questo caso la decisione fu di orientarci su un impianto che potesse lavorare in autoconsumo e che a pieno regime potesse coprire intorno al 100% della nostra necessità.

      Gli investimenti in efficientamento energetico durano da anni, in buona parte non sussidiati (sostituzione macchine, luci, sistemi rilevazione, nuove tecnologie produttive).

      Con tutto il rispetto poi sul tema di mettermi a farle fare una relazione sul bilancio energetico della società non ho sinceramente tempo. I dati core sono sopra e se vuole le cifre esatte faccia un investimento e si scarichi il bilancio.
      Intanto la sua polemica l’ha fatta e credo la possa ora diffondere come “parlano tanto di trasparenza poi non mi dà i dati core della sua azienda”.

      Ultima cosa, chi ci segue da anni sa che abbiamo da sempre definito gli incentivi sul fotovoltaico distorsivi del mercato e da eliminare.

  3. Ciao ragazzi, riascoltavo il podcast, a quando un aggiornamento sui dati usciti in merito alle dimissioni in Italia? Rispetto a Gennaio sembra che ci sia qualche numero in più per aiutarci a capire l’entità del fenomeno.

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