Gli scogli di Draghi, 20 anni di Cina nel Wto – S2E28


Sempre più alti gli ostacoli a Draghi, gli hanno impedito pure di uscire dal regime di emergenza e la navigazione diventa a vista. Regole WTO alla mano, gli errori tremendi dell’Occidente sulla Cina negli ultimi 10 anni.

https://omny.fm/shows/don-chisciotte/gli-scogli-di-draghi-20-anni-di-cina-nel-wto

2 thoughts on “Gli scogli di Draghi, 20 anni di Cina nel Wto – S2E28”

  1. Ciao Oscar, forse non ho ben compreso il tuo intervento: volevi dire che la Cina ha ottemperato ai suoi obblighi stabiliti dal WTO? A leggere le cronache e le analisi pare invece che sia stata soverchiamente scorretta e che abbia usato l’adesione al WTO per trarne tutti i vantaggi senza rispettare gli accordi; mi viene da dire un po’ come fa Erdoğan con la NATO.
    Recentemente, per fare un esempio, la Gabanelli ha pubblicato un Dataroom sul Corriere sul tema Cina/WTO da cui emergerebbe la malafede cinese. So che la Gabanelli non è il non plus ultra come fonte, ma il suo servizio è drastico e porta dati a sostegno.
    Grazie.

  2. Carissimo Aldo,

    non è che lo dica io, mi limito a leggere i documenti…

    L’errore iniziale USA e UE è stato quello di prevedere una accessional agreement roadmap di impegni per l’ingresso nel WTO fissata in arco temporale di soli 10 anni, mentre occorreva prevedere un framework sempre aperto vista l’entità delle trasformazioni da assumere e verificare…. sta di fatto che scaduto il decennio USA e molti Paesi occidentali hanno iniziato a contestare alla Cina temi essenziali come mancato rispetto proprietà intellettuale, ban a importazioni, prezzi sussidiati dal credito cinese pubblico etc, ma la logica è diventata bilaterale USA-Cina con Trump, e UE si è tardi e mal accodata prima di capire che Cina nel frattempo NON obiettava formalmente ad arbitrati multilaterali WTO ergo bisognava insistere all’interno del WTO per far valere proprie contestazioni a Pechino….. in logica bilaterale siamo PIU’ DEBOLI e non più forti verso la Cina e formalmente rischiamo di passare dalla parte del torto pur avendo ragione (il classico risultato conseguente è aver esacerbato le tensioni militari nel mar cinese meridionale e nell’intero Pacifico).

    Se passi in rassegna l’ultima (l’ottava che ho citato nel podcast, dacché Cina è nel WTO), trade policy review fatta dal segretariato WTO che allego qui, vedrai che le osservazioni dei governi nazionali sono dure nel caso di USA, Australia, Giappone, India, MOLTO meno che nella stragrande maggioranza dei paesi membri: ergo con l’approccio bilaterale siamo diventati anche più DEBOLI nel mondo, e la colpa è nostra perché i governi occidentali non hanno dedicato alle questioni commerciali con Cina l’attenzione che meritavano, inseguono solo l’evoluzione USA e le proteste fondate di alcune constituencies industriali nei diversi paesi…

    https://www.wto.org/english/tratop_e/tpr_e/tp515_e.htm#:~:text=POLICY%20REVIEW%3A%20CHINA-,Trade%20Policy%20Review%3A%20China,by%20the%20Government%20of%20China.

    ergo è tutt’altro che un’assoluzione ai cinesi, la mia è una critica frontale agli errori dell’Occidente in materia…

    una buona sintesi della questione la trovi qui
    https://www.eastasiaforum.org/2021/12/12/chinas-big-moment-of-choice-on-trade-policy/

    Grazie dell’attenzione
    Oscar

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