30 pensieri su “Tre domande per uscire dal covid”

  1. Caro Don Chisciotte,
    cerco di essere sintetico, quindi:
    a) mi piace questa iniziativa dei post
    b) sanità centralizzata: condivido che è stato tragico non centralizzare la gestione, ma l’esempio iniziale Veneto (bene)-Lombardia (male, sto ipersemplificando) mi fa venire dubbi su quale standard sarebbe stato usato. In ogni caso, il problema centrale è stata la riduzione drastica degli investimenti in sanità con focus continuo solo nella riduzione dei costi. Almeno è stato così qui in Fvg.
    c) fosse per me: non ti vuoi vaccinare = a casa, LICENZIATO (detto con la tua voce)! E non accetterei nemmeno la discussione su quale vaccino (io ho fatto AZ, mi son fatto 2 gg di febbre e via)!
    d) passaporto EU tutta la vita, uno std comune che permetta di accelerare i movimenti intra ed extra EU. Tu sei vaccinato, vai dove “vuoi”, fai tutte le visite commerciali & Co che devi, e se vuoi ti fai anche le ferie. Non sei vaccinato, stai a casa e sei stimolato a farti vaccinare, che l’invidia di vedere il vicino in ferie a Sharm funziona più di 1000 virologi che ti spiegano il vaccino.

    1. Mi permetto di sfruttare il post di Davide Zanelli perchè mi pare utilissimo per sintesi, in modo da creare un po’ di dibattito, seguendo i suoi punti:
      a) su questo punto in realtà nessuna discussione. Grazie per il lavoro che fate e ottima iniziativa scrivere qualche post sul blog, per creare iterazione con i vostri ascoltatori;
      b) sulla centralizzazione della sanità il problema, secondo me, potrebbe essere questo: la gestione sanitaria regionale è fatta esclusivamente mediante scelte politiche, senza nessuno o pochissimo riguardo per le capacità gestionali e sanitarie di coloro che vengono messi a capo delle ASL (e ovviamente degli assessorati). In questo modo la gestione sanitaria è, appunto solo politica, e risponde alle relative esigenze, e non prende in alcuna considerazione quelle di salute pubblica e di rendere compatibile la migliore gestione della salute, con la sostenibilità economica. Centralizzare potrebbe, non dico risolvere, m aquanto meno rendere meno frammentaria la gestione ed eventualmente più controllabile da una opione pubblica che voglia fare il relativo sforzo?
      c) sono in via di principio d’accordo con Davide Zanelli e con Ichino, e anche a me piacerebbe vedere i licenziamenti per i rifiuti di vaccinarsi, soprattutto se si parla di personale sanitario. Ma, operando nel settore legale, lavoristico oltretutto, bisognerebbe domandarsi cosa succederebbe in giudizio con queste ondate di licenziamenti (ammettendo che i numeri siano sostanziosi, e onestamente non ne ho idea) e come si comporterebbero gli stessi sindacati in materia. Senza considerare che, proprio in campo sanitario, sono le stesse strutture ad essere restie a licenziare gli operatori (anche qui ne ho avuto esperienze lavorative), per il semplice motivo che non ne hanno abbastanza;
      d) sul passaporto vaccinale ho questa perplessità: ad oggi in Europa, mi pare che tutti i paesi stiano affrontano una scarsità di consegne di vaccini. In queste condizioni il passaporto lo potrebbero avere, di tendenza, anziani, operatori sanitari e altri lavoratori di prima linea e quelli che si sono fatti vaccinare, senza avere diritto alla precedenza, ma perchè hanno trovato vie traverse (la polemica sul giornalista care-giver in Toscana è di pochi giorni fa). E questo aumenterebbe la rabbia tra quelli che il vaccino non lo hanno ancora potuto fare. siamo sicuri che valga la pena? e un passaporto per un numero di vaccinati così limitato (in Italia siamo al 6%), produrrebbe tutti questi risultati sull’economia?
      Scusate la lunghezza e spero che le mie riflessioni siano utili.

    2. Mai sentito parlare di processo di Norimberga e diritti fondamentali dell’uomo, come il non essere discriminati in base a razza, ideologia, fede ecc. Come l’etichetta gialla degli ebrei quando dovevano uscire per strada? Per caso stiamo invocando il ritorno al Nazifascismo? Spero di no!!!!

    1. Prima di dire cavolate si legga l’art. 167 del trattato europeo, poi rifletta bene su quello che afferma su discriminazioni generalizzate.

  2. Primo devi essere Nazionale in caso di pandemia ma senza appoggio dei privati la sanità non ce la farebbe secondo si obbligo per tutti terzo Sì per poter riprendere il normale vivere quando puoi la pandemia sarai estinta rivalutare il tutto.

  3. Salve. Innanzitutto complimenti per i post, mi piacciono più del solo podcast.
    In merito alle 3 domande:
    io sulla sanità centralizzata in parte sono favorevole, per avere almeno una certa omogeneità nelle varie sanità ed un livello di servizio non dico uguale ma almeno più simile in Italia: ho vissuto in prima persona questi squilibri, ne avrei da raccontare.
    Diciamo che su tanti fronti, per esempio a livello informatico, si potrebbe avere un’unica gestione, non 21 organismi che non si parlano. Questo permetterebbe già di avere una visione più chiara di cosa succede e magari poter ribilanciare velocemente ed efficacemente. Anche qui parlo per esperienza diretta.
    Sulle vaccinazioni le faccio un esempio banale: in officina se non sei vaccinato contro il tetano non puoi lavorare. Punto e basta.
    Sul passaporto, e a livello europeo, io lo vorrei. Ed è vero, spinge più l’invidia che io possa andare in vacanza a Sharm e il mio vicino no vax no, che 1.000 virologi

  4. Domanda 1- Vorreste tornare a centralizzare la sanità nel governo nazionale?
    No, la sanità in generale va benissimo che sia regionalizzata, molte regioni hanno fatto bene-si sono organizzate benissimo, ed è meglio che si continui così.
    E’ la gestione della pandemia che richiede un salto di gestione a livello centrale (ma io direi europeo, a questo punto): le decisioni devono essere prese con il più largo (in senso territoriale) ambito possibile, perchè il virus non conosce confini territoriali.

    Domanda 2- Siete contrari a misure ad hoc adottate per i non vaccinati?
    No, soprattutto per i sanitari a contatto con le persone è giusto fare una legge che per far sì che si vaccinino e non contagino i pazienti.
    Sui lavoratori direi uguale, perchè poi diventa problematica la gestione della giustizia: il datore di lavoro può (per ragioni di sicurezza sul lavoro) spostare i lavoratori non vaccinati ad altre mansioni o addirittura de-mansionarli, questi possono ricorrere al giudice del lavoro, e mi aspetto cause infinite (e grossi problemi di gestione e organizzazione da parte del datore di lavoro).

    Domanda 3- Pensate che un eventuale passaporto vaccinale non debba in alcun modo portare a restrizioni delle facoltà di chi non lo possiede?
    Si, perchè, chi è vaccinato ha una probabilità infinitesima di contagiare gli altri, e se c’è un ambiente con soli vaccinati (aereo, albergo, luogo di vacanze, meeting) questa si riduce ancora e non causa problemi.
    E’ inoltre un ottimo incentivo a vaccinarsi sapere che si può andare in qualche posto senza restrizioni (se gli altri che si incontrano sono anch’essi vaccinati).

  5. Caro Don Chisciotte,

    Grazie per l’opportunità di potermi confrontare con te.

    Per i punti 2 e 3 sono, in sintesi, d’accordo con Davide Zanelli ( con la differenza che io non sono vaccinato. “ …. non ho l’età….. si cantava a Sanremo… . In Em- Romagna si procede esclusivamente per coorti anagrafiche a partire dai più anziani e/o fragili.
    Io sono d’accordo con questa scelta.

    Per il punto 3
    “Ergo sì: continuo a pensare ha la risposta debba essere accelerare sull’autonomismo con Regioni che dispongano di più risorse proprie di cui rispondere davanti agli elettori, non il ritorno al centralismo”
    Magari!
    Questa scelta, spingerebbe tutte le Regioni a dare il loro meglio nel gestire le risorse. I politici ( che NOI votiamo ) sarebbero più misurabili e su temi come la Qualità di Cura, l’elettore è più concreto e le chiacchiere politiche hanno meno peso, vedi il risultato di Bonaccini vs Borgonzoni.
    Purtroppo anche su questo tema si deve constatare la marcia indietro della Lega. È rimasto solo Zaia. Ma dato che basta uno solo per non abbattere Gomorra …. vuol dire che non si deve perdere la speranza di rendere più efficiente la Sanità.

    Un caro saluto a Don Chisciotte e ai tuoi bravissimi compari.

  6. Bella l’idea dei post, bello tornare a leggere, forse meglio era dividere i tre argomenti
    A) concordo la costituzione non è stata applicata correttamente, non occorre modificare nulla.
    B) ritengo che la sicurezza del vaccino una volta approvata dall’EMA sia fuori discussione ma in concreto molte persone anche se non sono NoVax, non si fidano per mille motivi comprensibili anche se erronei. Da qui ritengo corretto lo spostamento ad altre mansioni ma non giuridicamente sostenibile ed accettabile anche in concreto il licenziamento.
    B) sono contrario al passaporto vaccinale. Per spostarsi occorre non essere positivi o immuni al Covid, pertanto il tampone negativo o aver avuto il Covid dovrebbe bastare a livello logico giuridico. Per andare in certi paesi o semplicemente a scuola occorreva essere vaccinati.
    Al momento non sappiamo l’evolversi di questa malattia nel tempo e l’efficacia dei vaccini. Potremmo trovarci a costringere a trattamenti sanitari obbligatori non pienamente efficaci per esercitare una
    libertà fondamentali. Da qui lo ritengo prematuro. Ad oggi i vaccinati devono portare mascherina e comportarsi come altri perché introdurre un passaporto vaccinale. Anche qui a mio avviso anche se il discorso sembra logicamente corretto mi pare di difficile applicazione concreta

  7. 1) Il coordinamento nazionale – attualmente limitato praticamente solo all’attribuzione dei fondi – avrebbe dovuto essere da subito esteso al coordinamento della risposta alla pandemia. Ad iniziare ad una uniformità nelle procedure di rilevazione e stoccaggio dati, che avrebbero dovuto poi essere gestiti dal Ministero, senza interferenze locali.
    Le regioni avrebbero dovuto mantenere autonomia sulla fase operativa, ognuna con le risorse a sua disposizione, nelle modalità che funzionano per il suo territorio. Nell’ambito delle direttive nazionali
    2 e 3) non sono a mio agio con qualsiasi cosa comporti la parola “obbligo”. Ma sono favorevole al rilascio di un passaporto vaccinale – possibilmente europeo. Il quale passaporto permetta di partecipare ad attività altrimenti negate – negate per la sospensione di alcuni diritti costituzionali come garantito dalla condizione di emergenza. Questa condizione di emergenza permette secondo me giuridicamente di applicare sospensioni delle limitazioni a casi particolari (i vaccinati) senza che possano essere impugnate come discriminatorie.
    Tra queste attività ci dovrebbe essere anche lo svolgimento delle proprie mansioni lavorative, se queste prevedono contatto con altre persone, siano pubblico o colleghi. La sopravvenuta impossibilità a svolgere la propria mansione è regolata dalle leggi sul lavoro.
    Il passaporto inoltre dovrebbe permettere l’accesso a qualsiasi attività attualmente negata: spostamenti liberi, ristoranti, alberghi, spettacoli, attività motoria in compagnia…

  8. Oscar, condivido i tuoi 3 NO anche se il primo punto lo vedo molto complesso perché ci vorrebbe un “draghetto” per ogni Regione… e non ne vedo in giro!

  9. Bene bello questo spazio.

    Voce fuori dal coro:
    1) sanità centralizzata o no, basta che funzioni. Probabilmente vista la disparità di risorse e vincoli – strutture, densità di popolazione, età media delle regioni, clima, anche cultura, sentimento popolare e colore politico – meglio decentralizzata.

    2) favorevole al vaccino ma contrario all’obbligo. Dati Istat Iss del 5 marzo su Covid 2020: 96,3% della mortalità è over 65. Quindi sensibilizzazione e priorità a questi e alla restante fetta di popolazione a rischio.

    Poi usiamo la logica: se il vaccino funziona e protegge, e se come cittadino posso facilmente averne accesso, e mi vaccino, non devo temere di prendere l’autobus con qualcuno che non è vaccinato. Perchè sono vaccinato io.

    In altre parole lo Stato ha fatto il suo mettendo le persone nella condizione di essere protette.
    Ma non ha l’obbligo e non deve avere la tentazione di costringerle a proteggersi.

    La propensione al rischio è una cosa
    del tutto soggettiva. Io posso temere la morte e tu no. Le scelte soggettive sono personali per definizione e non possono essere proiettate sugli altri

    Io posso essere contrario all’aborto ma favorevole alla legge per poter abortire. Posso essere contrario al divorzio ma favorevole alla possibilità che altri divorzino.

    Posso pensare che il vaccino serva e farmi anche vaccinare, ma proprio perché so che poi saró protetto, difendo l’idea che non debba essere un obbligo.

    3) per tutto questo sono contrarissimo al passaporto vaccinale, alla limitazione delle libertà di circolazione o di comportamento per i non vaccinati.

    Altrimenti diventa un TSO. Ma non ve ne sono le condizioni.

    La nostra Costituzione sanguina.

    1. Mi trovo d’accordo con questo commento di Giorgio.
      Penso che si stia diffondendo una errata convinzione che, una volta vaccinati e quindi ottenuto il passaporto, si possa togliere qualsiasi restrizione.
      Penso invece che si dovranno continuare a rispettare alcune regole di base (mascherina in luoghi chiusi, riduzione dei contatti fisici, pulizia delle mani), almeno finché contagi e decessi si ridurranno al minimo.
      Questo non dovrà impedire le riaperture dei servizi attualmente chiusi ma sicuramente condizionerà ancora per un bel po’ di tempo le nostre relazioni.
      Preferirei che questo venisse chiaramente comunicato piuttosto di diffondere l’illusione che, una volta vaccinati, si possa tornare alla normalità che abbiamo tutti in mente.
      Ci arriveremo ma vedo ancora tempi lunghi.

    2. Assolutamente D accordo con le considerazioni qui sopra lette. Se deroghiamo dalla libertà per considerazioni su dati interpretati male e su ideologia ed incompetenza politica la prox pandemia ci troverà già con pochi diritti. Consideriamo sempre i dati scientifici per favore che ci dicono che probabilmente la prox sarà molto peggiore.dovevamo proteggere i fragili dovevamo vaccinare subito i fragili e coloro che si vogliono vaccinare immediatamente dopo… Lo stato ed il potere politico anche regionale non possono togliere libertà per difendere la loro ideologica incompetenza su questo non ho dubbi lo stato deve amplificare diritti non togliere libertà con scuse da stato a stato risibili e pretestuose. Alla fine comunque la discussione è cosa sia lo stato e quanto deve intrudere nella vita di noi cittadini oramai sudditi.. Di qui non si scappa. Grazie e veramente continuate così e facciamo sentire la nostra voce grazieeeeeee

  10. Caro Oscar,
    luci ed ombre davanti ai miei occhi.
    1. Centralizzare non è un miglioramento, se non copi il meglio ed impedisci il peggio, nell’ipotesi che al centro siano più bravi della periferia a valutare. Con Speranza, che c’era già prima, e Draghi che mi insinua che il blocco ad AstraZeneca “Hastato la cermania”? boh…
    2. D’accordo con Vitalba che ci va norma apposta, se non altro perché ben sai perché esiste il codice di Norimberga. Dopo, sai meglio di me che l’incaglio non è il Covid ma le prerogative della trimurti sindacale, che in casi di ragionevoli bisogni di dati del lavoratori pubblici per interesse pubblico, ha impugnato il lanciafiamme. Chi lo dice ai fruitori del trasporto pubblico che quando scioperano non puoi chiedere al singolo dipendente se aderirà o meno, neanche adesso sotto COVID?
    3. E se invece di fare il passaporto vaccinale si fa una cosa più furba, come un protocollo del database dei vaccinati/guariti che tutti quelli che ne abbiano bisogno in UE possano consultare? Ti ricordo che dopo lo statuto del contribuente, la seconda legge più presa per i fondelli è il divieto di chiedere dati in possesso della PA….

  11. Il discorso pandemia è stato gestito malissimo Sono convinto che sarebbero bastati l’osservanza delle uso della mascherina, il divieto di assembramenti .un po’ di responsabilità personale e controlli a tappeto. La centralizzazione comporterà sicuramente una minor r granularità delle truffe ma richiede una capacità di gestione di tante realtà in modo efficiente e questo ultimo punto non so se sia possibile.
    Per il resto assolutamente licenziamento per chi non si vaccina e passaporto europeo che discrimini tra chi può permettersi di sentirsi libero e chi no.

  12. Sono d’accordo sulle risposte alle domande 2 e 3. Riguardo alla domanda 1 ho dei dubbi che sono legati alla funzionalità delle Regioni in quanto tali, con dimensioni geografiche e di popolazione così enormemente diverse e con le Autonomie ormai fuori del tempo e da superare. Sul merito mi verrebbe da convenire perchè le argomentazioni a contrarie vanno quasi sempre a finire con la riduzione dei costi che sarebbe stato il “male assoluto”. In realtà la riduzione dei costi in se non è un male se viene orientata ad eliminare gli sprechi, ma se la politica fa gestire questo processo da incompetenti con la “tessera di partito” i risultati sono quelli che abbiamo visto. Per ultimo c’è, come corollario, il pensiero che per ovviare a “problemi straordinari” come una pandemia si debba avere un sistema “sovradimensionato” per essere “pronti a tutto”: non funziona così nel mondo reale…

  13. Rispondo da cittadino semplice, senza presupposti giuridici o da esperto del settore: solo e soltanto secondo il mio buon senso e secondo coscienza.
    1. la Sanità la vedo Pubblica, perché di interesse generale, e lo Stato la deve garantire a tutti allo stesso modo; non ci devono essere regioni a “statuto speciale” che si gestiscono la Sanità a loro uso e consumo (leggi gli interessi di pochi a scapito dei molti). In casi poi come il COVID, di carattere mondiale, oltre che nazionale, sono emerse tutte le storture che hanno portato alla situazione che tutti conosciamo.
    2. I comportamenti delle persone e la loro libertà devono sempre e comunque rispettare gli interessi generali, nazionali/internazionali delle persone: se non ci sono fondate e motivate ragioni mediche per non essere vaccinati, chi non lo fa deve essere conscio di andare in contro a restrizioni delle proprie attività, spostamenti e partecipazioni alla vita in comune con le altre persone.
    3. Il passaporto vaccinale è un diritto per la tutela della salute altrui. Non si tiri fuori la scusa della privacy perché è fuori luogo: io mi porto nel portafoglio le schede vaccinali che ho fatto fin da quando ero bambino e non comprendo quali possano essere le controindicazioni a mostrarle. Chi non vuole presentare un passaporto vaccinale deve fare i tamponi prima e dopo i suoi spostamenti: parliamo della salute delle persone e di una causa, il COVID, che può portare alla loro morte.
    Grazie per avermi dato l’opportunità di dire cosa penso a riguardo.
    Cordialità

  14. 1) sanità centralizzata NOOOOO! perchè se lo diventasse, il livello MEDIO sarebbe ancora peggiore di quelli medi di oggi, per cui la maggioranza delle regioni starebbero peggio. Ma ce la immaginiamo una sanità centrale gestita da Speranziella? O da quei Direttori Generali che si sono dimenticati di aggiornare le procedure per pandemie e poi volevano taroccare le date?
    2) MISURE AD HOC SOLO PER OPERATORI SANITARI CHE RIFIUTANO IL VACCINO, non per gli altri, che hanno diritto di dissentire su trattamenti obbligatori
    3) PASSAPORTO VACCINALE si per certe situazioni, come viaggi, per evitare tamponi e quarantene. Per i periodi intermedi studiare alternative serie.

  15. Grazie Don Chisciotte!
    fa piacere leggere anche articoli, e poter interagire coi commenti.
    venendo alle questioni che sollevate:
    1: sono favorevole a mantenere la competenza sanitaria alle regioni, tuttavia trovo necessario che la funzione di pianificazione generare e di indirizzo dello stato centrale debba essere rinforzata (o quantomeno applicata in base a norme giá esistenti). oltre a questo, lo stato centrale dovrebbe ri-assumere la funzione di controllo cui ha abdicato. idealmente, le regioni dovrebbero applicare su base regionale l’indirizzo generale stabilito a livello centrale. indirizzo e controllo, dovrebbero servire a le disparitá di implmentazione e livello di servizi, non accettabili, che esistono ora.
    2: sono favorevole a misure contro chi decide di non vaccinarsi, in professioni dove c’é necessitá, come quelle sanitarie. senza voler essere punitivi, mi sembra puro buonsenso la necessità (a mio giudizio prioritaria rispetto a preferenze indivduali) di una copertura vaccinale quanto più completa degli operatori sanitari (fatti salvi casi estremi di salute). trovo insopprtabili le scuse dei diritti indivduali usate per macherare irrazionali posizioni no vax.
    3: favorevolissimo al passaporto sanitario da subito, non da data da destinarsi. pur essendo nella fascia d’etá che sará vaccinata per ultima, accetterei che i giá vaccinati potessero recuperare la mobilità anche nei viaggi da subito (leggasi appena l’immunitá viene confermata, esempio x giorni dopo la seconda iniezione). questo renderebbe le misure di lockdown, almeno a mio giudizio, piú sopportabili per chi sta aspettando il proprio turno. trincerarsi dietro un fantomatico egualitarismo e scarsità dei vaccini é ridicolo, e, francamente a questo punto della fallimentare campagna vaccinale, anche offensivo. chiaramente la soluzione dovrebbe essere europea, e non una “certificazione” ma un passaporto. purtroppo l’Europa sta deludendo profondamente (lo dico da expat convinto dell’inevitabilitá storica dell’unione europea). in questo contesto, i non vaccinati dovrebbero mantenere misure di quarantena, distanziamento, protezione ecc. questo salvaguarderebbe la minoraza impossibilitata a vaccinarsi per seri motivi di salute, e costutuirebbe un incentivo contro i no vax. non sei vaccinato? le prime due settimane di ferie allèstero sono in quarantena…

  16. Completamente d’accordo sul passaporto ma soprattutto sul fatto che il Governo deve se non accentrare dare direttive unitarie per evitare che “ridicoli” presidenti di regione facciano politica con gli annunci stile De Luca

  17. Ma in base a cosa lei si definirebbe un liberale?
    Obbligo vaccinale e di passaporto Vaccinale…wow
    Le imposizioni dall’alto ed il liberismo non vanno d’accordo e mai lo faranno.
    Mi pare più un’ode al socialismo, che per carità è anche legittimo ma non si spacci per liberale.

    Per inciso non sono un NoVax anzi sono favorevole in generale, ma fare da CAVIA con questi vaccini anticovid che di fatto sono sperimentali (visto che EMA ha dato alle case farmaceutiche fino a dicembre 2023 per dimostrare che i vaccini non siano nocivi) li lascio a chi, legittimamente e VOLONTARIAMENTE, decide di farlo.

    Liberismo e Socialismo sono 2 cose distinte ed opposte, ogni mix tra le 2 = socialismo.

    1. Sig. Sebastiano Fanini, lei ha perfettamente ragione, i vaccini per ora sono sperimentali, quindi non sicuri a medio e lungo termine, non è una pillola che se da’ effetti collaterali la sospendi, il vaccino ti resta dentro, non lo puoi sospendere. La sua è una considerazione logica, sono d’accordo.

  18. Che strano, mi trovo d’accordo su tutto 1) lo stato non ha mai dichiarato lo stato di pandemia, … quindi tutti prodomi del disastro 2) visto che il datore di lavoro, come dice un soviet sopra, è responsabile sempre, allora o si vaccina il lavoratore o vai altrove dove ti accettano come non vaccinato. Licenziamento per giusta causa. 3) sì, al passaporto, perché la libertà di non vaccinarsi produce morti che la classe politica scarica su di me mettendomi in lockdown mentre a quello non frega nulla perché evidentemente è pagato e protetto dalle categorie sindacali. Sì al passaporto.

  19. 1) La responsabilità politica di chi spende malamente i soldi ha un senso in un sistema politico maggioritario con due partiti sempre uguali che si contrappongono con politici diversi. Non in Italia dove ad ogni elezione gli stessi politici si presentano con partiti e movimenti diversi e la responsabilità è sempre di quell’altro partito che ora non esiste più.
    2) Se i vaccini funzionano adottare misure ad hoc per i non vaccinati non ha nessun senso in quanto sarebbero soltanto loro in pericolo senza mettere a rischio quelli che si sono vaccinati. Se il non vaccinato ha la colpa di rischiare di ammalarsi e occupare così un posto in ospedale, allora aboliamo gli sport estremi perchè chi si fa male deve ricorrere al pronto soccorso, aboliamo il fumo che chi si ammala di cancro deve curarsi, chiudiamo le pasticcerie che i golosi come me rischiano di prendere il diabete.
    3) Abilitazioni suppletive per chi è vaccinato hanno senso se tutti hanno uguali possibilità di vaccinarsi rapidamente e gratuitamente. Se i vaccini sono in ritardo o peggio diventano a pagamento si creerebbero discriminazioni inaccettabili

  20. In questo intervento mi limito a rispondere alla domanda n. 1
    Concordo in pieno sull’analisi di Don Chisciotte riguardo la gestione centralizzata della pandemia: la scelta di non avvalersi dell’art. 120 della Costituzione da parte del governo Conte2 è stato un atto di deliberata deresponsabilizzazione e insipienza che merita da solo una punizione elettorale esemplare quando sarà tempo. Sul merito della centralizzazione o meno : è un tema che deve partire dalla constatazione che la devoluzione sanitaria è usata come leva di esercizio del potere da parte delle giunte regionali.
    a. destinare più soldi alla sanità pubblica. Come ? Chiedendo il MES sanitario ? no, facendo un gesto “da liberali”. Farla finita con la sanità privata in convenzione. Un imprenditore che vuole affiancarsi al SSN si accredita come oggi, ma si scordi di ricevere soldi dallo stato: farà pagare prestazioni a prezzi di mercato. E vinca il migliore, e magari si seleziona il miglior rapporto qualità-prezzo della prestazione. Credo che in questo modo la massa di soldi disponibili per investimenti nella sanità territoriale e nel personale sanitario porterebbe frutti, senza spese aggiuntive. Se a seguito di ciò si verificasse la fuga dei migliori medici dal pubblico verso il privato, sarà il giusto stimolo per pagare meglio le competenze e selezionarle con criteri meritocratici.
    b. più trasparente metodo di selezione della classe dirigente delle asl, attingendo a ciò che realmente il mercato può offrire anche a livello internazionale, con gare pubbliche o utilizzo di head hunter : ho letto il testo del d.lgs. n 171/2016 che lo regola e domando : questo albo nazionale dei direttori generali cui attingere funziona? a leggere l’art. 1, comma 4 punto b) mi sa di no, troppo autoreferenziale; leggo inoltre che è sempre il presidente di regione che nomina il direttore dell’asl. Non va bene. La selezione e la nomina deve arrivare esclusivamente dal Ministero.

    Grazie per l’attenzione e complimenti al gruppo “don chisciotte”

  21. 1) Inutile ed improvvido ritornare al controllo statale centrale, peraltro già mostratosi scarsamente efficace e produttivo (vigevano comunque difformità e disparità fra le varie regioni e sprechi diffusi). Occorre sicuramente aumentare i controlli, da parte di Agenzia esterna al S.S.N. e regionale, e riformare il quadro legislativo, normativo ed organizzativo di riferimento. Inoltre applicare all’ occorrenza quanto già previsto Costituzionalmente e rifacendosi anche ai golden standard basati sulle evidenze scientifiche od operative attuate con successo in altri paesi.
    2) Nessuna persona sagace, liberale, o di semplice buonsenso, potrebbe essere contraria a provvedimenti del caso. Ai finti liberali bensì onanisti dell’ ego va ricordato che Costituzione e leggi statali già prevedono anche il Trattamento Sanitario Obbligatorio per malattie infettive, diffusive, epidemiche, infatti “Alcune condizioni consentono una prestazione medica senza il consenso del paziente, quali:
    le malattie infettive e diffusive, a norma dei provvedimenti di carattere nazionale e internazionale, per le quali esista l’obbligo di notifica,di visite mediche preventive, di vaccinazioni a scopo profilattico, di cura attuata mediante l’isolamento domiciliare, di ricovero in reparti ospedalieri, nonché l’applicazione delle misure previste per le malattie infettive quarantenarie e gli interventi contro le epidemie e le epizoozie”; l’obbligatorietà di sottoporsi a determinati trattamenti terapeutici è determinata da esigenze sociali che fanno appello al dovere di solidarietà di ogni cittadino per la salvaguardia di interessi comuni di fronte a determinate contingenze che minacciano la sicurezza collettiva, o abbiano lo scopo di ripristinare in tutto o in parte l’efficienza produttiva. In effetti I trattamenti sanitari obbligatori previsti per legge sono anche quelli relativi a: vaccinazioni obbligatorie (antipoliomielite, antidifterite, antitetano, antitifo-paratifo, antitubercolosi, antiepatite;
    isolamento per malattie infettive;
    trattamento delle malattie veneree in fase contagiosa. Tanto più può prevedersi l’ obbligo vaccinale nell’ attuale frangente, almeno a carico del personale sanitario e consimili equiparabili. O comunque provvedimenti seri o drastici a carico dei renitenti al vaccino, tra cui da ritenersi in particolar modo indegni quelli fra medici, infermieri, operatori sociosanitari et similia, che andrebbero perseguiti dagli stessi ordini professionali, se non fossero spesso solo organismi corporativo, sovente al pari dei sindacati.
    Basta coi falsi liberali (quelli veri essendo già specie minoritaria da salvaguardare) di convenienza egoistica ed asociale.
    3) Nulla osta ad un passaporto vaccinale pro tempore, su base nazionale od europea, che non comporti aprioristica esclusione dei non vaccinati non per loro contrarietà ma solo perché appartenenti agli ancora esclusi; questi possono viaggiare od altro previo tamponi e controlli del caso.
    Congratulazioni per l’iniziativa e per la donchisciottesca pervicacia nel diffondere le vostre idee, opinioni, informazioni.

  22. Condivido i punti critici di un ritorno alla centralizzazione della sanità ma sono convinto che non è gestibile una sanità nazionale da 21 soggetti diversi, le regioni. Sono troppe per un paese con meno di 60 milioni di abitanti, le regioni servono ai politici per avere più poltrone e possibilità di arricchimento personale, sono forse il principale centro di corruzione nel paese. Se proprio non ne possiamo fare a meno che si riducano a meno della metà. Non dimentichiamo che fino al 1963 c’era la regione Abruzzo e Molise poi divisa soltanto per dare più poltrone. E poi basta con le regioni a statuto speciale, hanno dimostrato di essere le peggiori.

    Concordo con le misure adottate per chi non vuole vaccinarsi in determinati lavori e sul passaporto vaccinale, può essere una soluzione soprattutto per il turismo.

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