4 pensieri su “Quattro domande per la rivoluzione del lavoro”

  1. Si oscar sei ..siete..siamo dei magnifici sognatori ma non possiamo mollare ora . Abbiamo con draghi e con il nex g.eu. Il dovere di guardare al futuro dei nostri figli e nipoti e di aiutarli a crescere in un mondo decente competente e con diritti amplificati e non negati. Eh sì caro Oscar siamo temo degli incorreggibili sognatori. Grazie veramente di tutto.p.s mi sto organizzando per donare ma per favore aggiungi anche le Crypto per le donazioni.grazie

  2. Sono un piccolo imprenditore del settore horeca e voglio dire la mia sciocchezza:
    Si potrebbe semplificare la contabilità delle buste paga in modo che un datore che lo preferisse possa adempiere in proprio?
    E corrispondere al lavoratore un importo lordo a fronte di una sua semplice ricevuta da contabilizzare e poi è il lavoratore stesso che provvede a versare le sue tasse e i suoi contributi oltre ad accantonarsi da solo dei soldini per le ferie o i regali di Natale se lo vuole vi sembra proprio un’eresia?
    Vi prego, siate gentili con le risposte.
    Grazie.

  3. Io sono abituato a leggere molto e di tutto, ma questi post sono troppo lunghi… molto interessanti ma troppo lunghi. Consiglierei una maggiore sintesi o una “spalmatura” su più uscite

  4. Concordo con le proposte, e temo purtroppo che restino nell’ambito dei sogni. in larga parte della politica italiana osservo una pervicace volontà di non guardare alla realtà delle cose e difendere uno status quo saldamente ancorato nel passato, con la scusa di garantire non meglio precisati diritti. L’unica cosa che questa difesa garantisce é di rimanere indietro nel mercato del lavoro europeo (e non solo). lo dico per esperienza da expat…
    giusto un commento sul tema della formazione. continuare ad ignorarne l’importanza sarà una pesante zavorra per il futuro del mercato del lavoro. Mi piace molto l’idea dei voucher spendibili dal lavoratore di propria volontà. É un’idea semplicissima e a mio parere efficacissima. lascerebbe libertà di scelta, rinforzerebbe mercato dell’offerta di formazione, giá interessante in Italia, ma privo di incentivi. Un’altrnativa sarebbe rendere detraibili i corsi di formazione liberamente scelti dai dipendenti privati.
    non potenziando la formazione, si mettono in svantaggio intere generazioni di lavoratori e disoccupati, perché i lavori stanno giá cambiando e loro non saranno pronti…

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