12 pensieri su “PNRR. Io ho una grande paura: fatemela passare se ci riuscite”

  1. Buongiorno,
    non solo condivido lo scetticismo, ma ci aggiungo quello relativo alla riforma della Giustizia nella parte civilistica: c’è sempre un “TAR del Lazio” che si frappone tra il dire e il fare e sono troppe le persone insolventi o inadempienti che alla richiesta di onorare i debiti rispondo “fammi causa!” ben sapendo come andrebbe a finire.

  2. Io penso/spero nel “vincolo esterno”, ovvero che la Commissione UE faccia pressione perche le riforme vengano speditamente realizzate e gli altri Stati UE controllino e mettano il freno ai soldi se la macchina rallenta e non procede nel verso desiderato.
    Le riforme sono più importanti, anche e più dei soldi, come ha detto Bonomi di Confindustria, ma ci vorrà tempo ed energie per realizzarlo e anche la collaborazione del privato.
    Dovremo collaborare tutti e dare il nostro contributo.

  3. Mi piacerebbe poter commentare in maniera ottimistica, ma non posso. Delle tante preoccupazioni sollevate, quella dei blocchi burocratici ed amministrativi, della resistenza della PA ad ogni minimo tentativo di riforma, è la mia principale. Per poter fare questo tipo di riforme serve un cambio di mindset nella PA e vertici apicali, che gli imporrebbe un diverso modo di lavorare e probabilmente ne dimostrerebbe l’inadeguatezza (almeno in alcuni casi) : che incentivi avrebbero ad accettare un tale cambiamento? Domanda retorica, e la sua risposta non mi piace…

  4. Devil is in the details… Per lavoro frequento molto le conferenze dei servizi e conosco l’inferno del sistema autorizzato italiano.
    Volevo fugare un dubbio: il sistema italiano non è inutilmente complicato, il sistema italiano è VOLUTAMENTE complicato. Gli innumerevoli passaggi approvativi e le trappole previste dal sistema servono ai vari enti per poter opporsi ai progetti, ritardare il percorso e riservarsi poteri di veto.
    Alcuni esempi? Art. 14 quinquies della L 241/90: leggetelo, è un vero e proprio diritto di veto. Un proponente si spara mesi di battaglie in conferenza dei servizi, ottiene un provvedimento positivo e le sovrintendenze cosa fanno? Rimandano tutto al Consiglio dei Ministri, che giustamente non ha nulla di meglio da fare che decidere le sorti di qualche progetto locale.
    Oppure il fatto che il provvedimento di VIA nazionale debba essere menato con il parere congiunto dell’ex MIBACT, il quale ovviamente dà sempre parere negativo. A livello regionale non è così, la valutazione di impatto ambientale la rilascia solo il settore ambiente. E infatti la sovrintendenza ha bisogno dell’articolo di cui sopra per porre i propri veti. Oppure ti fa ricorso, come ha fatto ad esempio con TUTTE le autorizzazioni di impianti fotovoltaici emesse in Lazio.
    Volgiamo parlare dei piani paesaggistici? Alcune regioni hanno usato quello strumento per inserire vincoli su tutto il territorio regionale, rendendo così l’area tutela del paesaggio padrona di poter affossare qualsiasi progetto presentato in regione. Leggete alcuni degli ambiti territoriali protetti, sono davvero ilari (muretti a secco di pregio o vitigni di interesse storico…).
    Posso testimoniare che nel mio ambito la battaglia è persa in partenza: il potere decisionale è comunque delegato alle regioni/province e lì è molto ferma la volontà di conservare quanto più possibile lo status quo. Sono almeno una decina le Regioni che hanno imposto moratorie di vario genere allo sviluppo di progetti rinnovabili, mentre i governo va a raccontare in Europa che saremo decarbonizzati al 2050…

  5. C’è poco da essere tranquilli e fiduciosi. La situazione l’hai descritta abbastanza in dettaglio. A me viene in mente solo che i risultati di un progetto sono determinati in gran parte da come parte, x cui si capirà in fretta dove andremo a parare. La speranza è l’ultima a morire, ma è flebile.

  6. Condivido e aggiungo un punto cruciale: non vedo in nessuno dei nostri politici la minima percezione del baratro che abbiamo davanti. Draghi lo ha chiaro, ma quanto durerà?

  7. Concordo al 101% con lo scetticismo di Giannino, ok a sua analisi è perfetta. La vera opposizione al PNRR la farà “il sistema” , molto più efficace a Bologna ccare le riforme di qualunque Parlamento. E i partiti lo sanno. Draghi li faranno fuori mettendolo al Quirinale quando sarà tempo. Soluzione: una pressione forte e pubblica dell’UE a stanare questo ventre molle che non vuole riformare niente. Auspico un rigetto del PNRR da parte della UE, per fare scoppiare il caso. Ogni giorno che passa senza che arrivino segnali che iniziano le riforme come premessa al successo del PNRR, conferma la mia convinzione che l’unica leva di azione proviene dalla’esterno. I partiti, sarebbero così costretti a unirsi vedendo nella UE un ostacolo allo status Quo che loro vogliono. Ad es. Spero in una pubblica sconfessione della mancanza totale di idee del ministro Orlando, che non va convinto, va cambiato con Bentivogli.

  8. Buongiorno,
    ho ascoltato con moltissima attenzione il podcast, dopodiché l’ho girato a familiari ed amici perché la mia personale impressione è stata quella di essere di fronte ad una persona, il Prof. Altomonte, con idee sufficientemente chiare e dotato del pragmatismo necessario a non illudersi che sarà tutto semplice.
    Mi conforta che ci siano delle scadenze a breve termine per cui tutto diventa immediatamente misurabile.
    Quindi la linea che voglio tenere è quella della massima “laicità” nel giudicare i fatti e, per quanto possibile, di sostenere il Governo e le persone che si occuperanno di mettere a terra l’idea. Personalmente mi sono dato l’obiettivo di accantonare la “diffidenza di fondo” che caratterizza gli Italiani da un po’ di generazioni a questa parte, obiettivo che sento come un obbligo nei confronti delle mie figlie e delle giovani generazioni (presenti e future).
    Non credo proprio di poter fugare o almeno mitigare la Sua paura, ma Le chiedo – assieme ai suoi “compari” di podcast – di far prevalere la capacità di analisi e propositività che la caratterizza, perché in questa fase storica il nostro Paese ha il massimo bisogno di tutte le “menti pensanti” in circolazione, affinché diano il proprio contributo anche a costo di “turarsi il naso” come disse in un’occasione storica Indro Montanelli.
    Buon lavoro

  9. Sono anch’io scettico, ma in tal caso cosa accadrebbe? Sì, non arrivano i soldi, e poi …… ?

  10. Voglio solo dire che persone competenti come Marco Bentivogli dovrebbero essere sfruttate da questo governo è da questa Italia così come tante altre ma temo che come sempre il realismo di Oscar ci tiene con i piedi per terra… Purtroppo….

  11. Se si vuole avere una possibilità di portare a termine le opere previste dal PNRR è istituire uno scudo penale x tutti i soggetti coinvolti, dal progettista all’impresa esecutrice, dal funzionario pubblico che firma autorizzazione al sindaco del paesello interessato. Perché con la stratificazione normativa esistente ci si perde nei formalismi volti a “pararsi il culo” per quanto di propria competenza creando lo scarica barile, ostruzionismo, rinvii ad altri uffici, richiesta di pareri legali preventivi.

  12. Ascoltarla è sempre un piacere ….ed una coltellata al cuore…..purtroppo quello che dice è tutto condivisibile. Non ho speranze o illusioni che il sistema cambi. Non vuole neanche farlo in verità. Pochi cavalieri ben intenzionati contro un orda barbarica di conniventi complici e approfittatori. Questa è l Italia. Purtroppo

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