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Tutto molto patriottico se fossimo negli anni 80: riuscite a spiegarmi chi sarebbe il “nemico” (virgolettato perché l’avete detto voi)?
La Russia cattiva che vuole invadere l’occidente? Il Putin dittatore (ma quanti russi si sentono sotto dittatura? Eppure loro dovrebbero saperla riconoscere per esperienza..) che vuole governare il mondo? E i buoni chi srebbero?
Difficile non indicare la Russia putiniana come LA cattiva (ce ne sono svariate, nel mondo, ma la Russia putiniana è la più vicina), soprattutto considerando la guerra ibrida che CI sta facendo da svariati anni e la guerra a cannonate che più-o-meno”ci” sta facendo dai tempi dell’aggressione armata alle Regioni georgiane per passare dalla Crimea, dal Donbass, dalle truppe i Transnistria e dai vari omicidi perpetrati sul territorio della nostra Unione.
Oltre a ciò, io ho interpretato quanto detto nell’episodio sì come un riferimento a Putin & co, ma anche a eventuali nemici futuri. Meglio essere preparate, che subire la Storia (come stiamo dovendo fare oggi).
Boris Nemtsov (2015): Ex vice primo ministro e oppositore di Vladimir Putin, è stato assassinato a colpi di arma da fuoco vicino al Cremlino.
Denis Voronenkov (2017): Ex deputato della Duma, critico del governo russo, è stato ucciso a colpi di pistola a Kiev, Ucraina.
Nikolai Gorokhov (2017): Avvocato legato al caso Sergei Magnitsky, è caduto da una finestra del quarto piano della sua abitazione, sopravvivendo con gravi ferite.
Vladimir Egorov (2023): Politico e imprenditore russo, è stato trovato morto nel suo cortile dopo una presunta caduta di tre piani.
Latin Times
Kristina Baikova (2023): Vicepresidente della banca russa Loko-Bank, è deceduta dopo essere caduta dal suo appartamento all’undicesimo piano.
Latin Times
Anastasia Baburova (2009): Giornalista del “Novaya Gazeta”, è stata uccisa a colpi di arma da fuoco a Mosca insieme all’avvocato Stanislav Markelov.
Natalia Estemirova (2009): Giornalista e attivista per i diritti umani, è stata rapita e uccisa in Cecenia.
Oleg Kashin (2010): Giornalista noto per le sue critiche al governo, è stato gravemente ferito in un’aggressione a Mosca, sopravvivendo all’attacco.
Mikhail Beketov (2013): Giornalista e attivista ecologista, è deceduto per complicazioni legate a un’aggressione subita nel 2008 che lo aveva lasciato gravemente disabile.
Andrey Morozov (2024): Corrispondente militare, si sarebbe suicidato con un’arma da fuoco dopo aver ricevuto l’ordine di rimuovere un post sulle perdite russe nella battaglia di Avdiivka
E’ una dittatura? concediamoci almeno il beneficio del dubbio.
Secondo me la vostra analisi sulla piazza – anzi, sullE piazzE (ce ne sono state moltissime, da Bruxelles al Veneto, Torino, Cuneo…) – si basa su un consistente errore di fondo: non averne capito il senso.
La Piazza non era stata chiamata per organizzare una tavola rotonda all’aria aperta riguardo al piano ReArm EU (che personalmente sostengo fortemente con spirito pragmatico, pur rilevandone le forti limitazioni, che non potrebbero essere altrimenti visto che per 20 anni la Politica ha arrestato il processo di costruzione della nostra EU). La Piazza chiamava a raccolta chi voleva sostenere e chiedere un rafforzamento dell’EU e un’accelerazione del suo completamento.
In tale ottica, la Piazza di Sabato 15/Marzo è da confrontare con una per il 25 Aprile e per il 2 Giugno. In tali piazze, per fortuna più-o-meno-partecipate da tutte le formazioni della Società Civile e dello spettro partitico costituzionale, ¿ci si aspetta una comunione di posizionamento su ogni tema dell’attualità? Direi proprio di no.
Il fatto che lE piazzE abbracciassero un’eterogeneità di posizionamento sulle relativamente-minuscole sfide del 2025 è un fatto positivo, e ne rafforza il successo.
Ora si tratta di riprendere a completare l’Unione Europea federale. Fatto ciò, ci potremo confrontare democraticamente – da cittadine e cittadini dell’Unione anziché da Staterelli “nazionali” – sulle importanti questioni del 2026, del 2046, del 2766.
Un saluto e un abbraccio.
Continuate così.
Fatico a non ascoltare ogni vostro episodio il giorno stesso in cui lo pubblicate. I miei cani si uniscono al ringraziamento, dato che l’ascolto mi porta a prolungare il loro gioco con i frisbees all’area cani.
Albe- (da Torino e da Meran/o)
Salve Enrico,
Navalny, ad esempio, si sentiva in dittatura e Putin lo ha fatto prima arrestare, poi avvelenare infine torturare prima di farlo ammazzare, per dirne uno eh. Detto ciò credo che il problema principale in Italia non siano persone come Lei che sostengono apertamente Putin (d’altronde siete una minoranza, fortunatamente), più preoccupante è la posizione, sempre più marcata, di finto pacifismo espresso, da tutti coloro i quali girano la testa dall’altra parte a questa guerra voluta e causata unicamente dalla Russia.
Cordiali Saluti,
Davide Verrini