12 pensieri su “Mezzo milione di neodipendenti pubblici solo con un test di un’ora?”

  1. A rischio di sembrare il solito prevenuto, mi sembra che questa proposta così orientata a privilegiare l’esperienza maturata nella PA a scapito di titoli accademici e senza cenno alla formazione e percorso di crescita serva a perpetuare lo status quo e il posto di lavoro, piuttosto che focalizzarsi sul lavoro orientato al cittadino.

  2. L’altro giorno mi sono fatto due conti.
    Nel 2019, in Italia sono stati registrati, 25M lavoratori, di cui 3.5M dipendenti pubblici, su una popolazione di 59.6M. In Germania, 42.23M lavoratori, di cui 3.7M dipendenti pubblici, su una popolazione di 83.9M.
    Quindi, stiamo parlando di un dipendente pubblico ogni 17 abitanti in Italia, contro uno ogni 22.7 in Germania. In Italia, la forza lavoro al netto dei dipendenti pubblici è pari al 36% della popolazione, in Germania la percentuale sale al 45%.
    E’ sostenibile una situazione simile in Italia?
    Carlo

    1. carissismo, intanto due precisazionin sui dati. A dicembre 2020 gli occupati rilevati da Istat erano 22,8 milioni (http://dati.istat.it/index.aspx?queryid=23170) e sono scesi di altre 200 mila unità tra gennaio e febbraio. >Mentre nei 3,5mln di dipendenti pubblici, cifra convenzionale che ricorre sempre nelle analisi sui media ITA, le ricordo che NON sono compresi tutti i dipendenti delle controllate pubbliche nazionali e locali, una cifra che sfiora le 900mila unità… già in questo modo la comparazione con D e FRA cambia un po’, non le pare? noN sto negando la necessità di coprire il turnover bloccato per anni. Dico solo che prima di assumere bisognerebbe almeno non alterare così significativamente la baseline statistica di partenza …

      1. Oscar, grazie mille della risposta.
        Guardi che in ogni caso il mio commento era totalmente a favore di quanto da lei espresso. Cioè: già ADESSO abbiamo un numero di dipendenti pubblici esagerato rispetto ad altre nazioni, a fronte di una forza lavoro sottodimensionata. Mi sembra quindi assurdo voler ampliare il volume di dipendenti pubblici.
        Le correzioni che lei porta, aggravano solo la situazione che ho descritto.

        Potrei chiederle una cosa? Mi interesserebbe molto avere un vostro parere riguardo alle politiche dei bonus, in particolar modo riguardo al Superbonus 110%. Quest’ultimo a me sembra una assurdità, uno spreco di soldi pubblici, e non credo che sia un vero incentivo alla ripresa economica. Sarebbe davvero interessante una puntata di DonChisciotte su questi temi.

        Grazie mille per il vostro servizio al cittadino,
        Carlo

  3. purtroppo condivido, per questo mi convince molto di più una graduatoria nazionale a scorrimento pluriennale in cui titoli, formazione ed esperienze concorrano ai punti, e dai più alti con qualifiche adeguate da coprire identificare gli ammessi ai singoli concorsi

    1. Buonasera Oscar,
      più che sui numeri e le modalità di selezione (obiezioni comunque sacrosante) a me sembra che si dovrebbe incentrare il discorso su un piano più generale: abbiamo già una immensa platea di lavoratori del pubblico molti dei quali assegnati a mansioni inventate solo per avere posti di lavoro da distribuire e quindi francamente inutili; chi ricopre mansioni invece utili opera senza nessuno stimolo ad una buona performance lavorativa o peggio nessun capestro contro il cattivo-scarso lavoro; é un sistema costruito in buona parte con finalità clientelari, l’efficienza organizzativa e di gestione delle risorse gli sarebbe nemica.
      Brunetta (come tutti i suoi predecessori/successori) dovrebbe puntare ad efficientare una macchina obesa di persone che lavorano poco e male, non a rimpolparne le fila.
      In soldoni: se la produttività dei dipendenti pubblici italiani seguisse la media europea scopriremmo che già così il nostro organico sarebbe addirittura ridondante.

  4. buongiorno
    come al solito in questo paese si deve arrivare all’emergenza per cercare di fare qualcosa . La soluzione poi sarà sempre di compromesso il che vuol dire inefficente di default.
    Troppe voci ed interessi di parte in commedia. La soluzione ai problemi passerebbe per semplicità e merito tutte procedure che in italia non abbondano. la stessa idea di inserire 100000 persona all’anno è assurda .alla fine sarà il solito todos caballeros e vai….Paese ormai votato al declino ed all’autodistruzione. Un sistema che non ha mai funzionato e che nessuno ha realmente voglia e possibilità di cambiare.

  5. Propongo un dipendente pubblico per famiglia imposto per legge, 2 dipendenti pubblici non possono accoppiarsi in modo da distribuire in modo più uniforme possibile i garantiti in tutta la popolazione italiana; così in caso di eventi quali il COVID, tutte le famiglie hanno il salvagente. Smettono anche le solite guerre tra poveri e nessuno può lamentarsi dell’altro. Quindi 1 dipendente pubblico o simile e 1 partita iva in ogni famiglia italiana! Vota Antonio La Trippa!

    1. Condivido e sottoscrivo. È una idea Social-Bolscevica perfetta per la Repubblica Popolare del Mediterraneo. Complimenti

  6. Sono dipendente pubblico in Germania. Qui il sistema di assunzione non è con il concorso e la graduatoria. Si pubblica un bando, ci si candida, si viene invitati ad un colloquio orale di circa un’ora e se va bene si riceve nel giro di una settimana una risposta positiva. Dalla pubblicazione del bando alla risposta positiva passano circa 2 mesi. Le domande del colloquio sono rigorosamente uguale per tutti e vengono valutate con un punteggio. Nella commissione sono presenti la futura capa o capo che fa la valutazione tecnica del candidato , personale human resorces e uno a due garanti delle pari opportunità. Credo che questo modo di assumere personale sarebbe impensabile in Italia per paura del clientelismo. Eppure funziona benissimo qui e garantisce una grandissima apertura. Vi seguo sempre, saluti da Berlino

  7. Penso che la domanda debba essere posta in termini diversi. Assumerne “parecchi” dopo una prova scritta? Scrivo -parecchi- perché non è il numero l’oggetto del contendere, e non lo è neppure il test di un’ora. La domanda è: qual’è il contributo che ciascun assunto deve dare alla pubblica amministrazione? Deve occupare un posto perché le regole dicono che quella particolare amministrazione è sotto organico. Regole scritte quando? Ieri, con penna calamaio e carta assorbente, o scritte oggi, con computer, cloud e IA? Beh, se le regole sono quelle di ieri il “parecchi” diventa il parametro principale, l’unico che conti. se sono quelle di domani, diventa irrilevante rispetto alle capacità dei candidati. Il secondo punto, un’ora di test, può essere estremamente selettivo o puramente formale, ovvero, dentro tutti. Ma se non deve occupare un posto, come se la pubblica amministrazione fosse un sussidio di disoccupazione a vita, qual’è il ruolo che deve svolgere chi lavora per la pubblica amministrazione? Dovrebbe essere il carburante che fa muovere il veicolo. Ma per essere carburante quali caratteristiche dovrebbe avere? Dovrebbe essere un’eccellenza. Non si appartiene alla pubblica amministrazione se non si ha un curriculum di studi eccellente. Meno di 110 non partecipi. E così anche i giovani avrebbero l’opportunità, e poi una selezione in entrata che scremi il meglio ed uno stipendio che sia superiore a quello che le aziende private sono disposte a pagare. Perché essere riusciti ad entrare nella pubblica amministrazione dovrebbe essere oggetto di ammirazione da parte di quelli che lavorano nel privato. Obiezione: ma non servono solo le super-eccellenze, servono anche le persone normali che svolgono coscienziosamente il proprio compito. Per quelle attività ci sono le aziende private che in modo efficiente ed efficace possono svolgere quei compiti per conto della amministrazione pubblica. Buona fortuna.

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