7 pensieri su “Meloni via satellite – S5E1”

  1. Da profilo tecnico ed ex-consulente per VW in Germania (per pochi mesi), vorrei sentire da Renato cosa ne pensa dell’industria tedesca, visto il suo teaser. Penso abbia una visione più ampia su quello che mi ha spinto ad andarmene dopo pochi mesi.

  2. Su STARLINK: sarebbe un azzardo per le isituzioni italiane affidarsi a quella azienda perché Musk opera contro le deocrazie europee, attacca frontalmente i governi europei e appoggia i neonazi in Germania e UK.
    Ronzinante dice che sarebbe l’occasione per imporre a Musk “un principio di governance trasparente ovvero togliere a Musk l’arbitrio di accendere o spegnere”, ma questo dopo che fosse risultato affidatario.
    Dissento totalmente.
    Ma scusate, vorreste imporre a Musk degli obbighi in tal senso, dopo che lui ha ottenuto il contratto?
    Pensate veramente che Musk si piegherebbe?
    Ricordate quello che ha fatto in Ucraina: prima ha concesso STARLINK agli ucraini e poi glielo ha tolto.
    Su questa vicenda io sono categorico: Musk non é un imprenditore come gli altri, é un soggetto che ha accumulato un potere sterminato in moltissimi ambiti, che agisce connotato politicamente e contro lo stato di diritto e non ha freni inibitori.

    1. Non posso che sottoscrivere il pensiero di Aldo
      Difendersi con la contrattualistica mi pare molto ingenuo, sopratutto con persone con questa caratura morale
      (mi viene in mente Chamberlain che torna in Inghilterra dopo aver stretto accordi con Hitler)

      Non eravate voi a sostenere che l’europa (e a maggior ragione l’italia) non può imporre una soluzione tecnologica ma deve al massimo dare degli obiettivi?

      Ad ogni modo, pur ignorano la figura di Evil Musk, in mia modesta opinione lo stato strategicamente non può puntare al minimo costo quando si appoggia a fornitori esterni (visto che non è stato in grado di costruire una propria infrastruttura.. e per fortuna dico io altrimenti sarebbe token ring ). lo stato non è un’azienda.
      Secondo me è un errore puntare sempre a fare economie di scala sopratutto nelle cose così strategiche
      Nel momento in cui un fornitore non lo puoi mollare dall’oggi al domani ti tiene per le palle.. checchè se ne dica
      Secondo me lo stato deve diversificare con delle strategie ben precise, deve far crescere ma senza sprechi.

      Se invece di un contratto 1,5B facesse 100 contratti da 30M spenderebbe di più ma garantirebbe più concorrenza, più resilienza sui servizi, più aziende potrebbero sviluppare le loro declinazioni tecnologiche ma sopratutto non sarebbe ricattabile da un omino con ditino su un interruttore
      Questo non esclude Starlink ma non gli affiderei in toto tutta la connettività dello stato

      Capisco che un’azienda da 30M non può mettere in orbita satelliti di proprietà (ancora) ma può puntare su tecnologie alternative, studiare nuove soluzioni magari ibride, bilanciate o che ne so

      Una volta era impensabile per un operatore privato costruire una rete di telefonia alternativa a quella di SIP eppure in meno di 40anni direi che quella rete ormai è un pallido ricordo e mille operatori ora affittano fibra spenta ai vari whalesale

      Se ci fosse un solo operatore di telefonia avremmo le infrastrutture e i costi di telefonia che abbiamo oggi?
      Se avessimo un solo fornitore di software per lo stato avremmo la qualità dei servizi Sogei? ah.. no ho sbagliato esempio

      Sbaglierò ma questo è quello che sento, ma in tal caso vi chiederei di tornare sull’argomento e aiutarmi a capire meglio
      Grazie mille
      con stima, adriano

  3. _giannino parla come se fosse a capo delle indagini contro l iraniano quando per gli stessi us a parole uno e’ innocente fino a prova contraria, nemmeno la fallaci dice che tutti gli arabi sono terroristi
    _la collega trova musk antipatico a me sembra solo invidia

  4. Vi seguo affezionatamente da 15 anni o forse più, ho imparato e approfondito tante cose ascoltandovi con regolarità ma posso con sicurezza affermare che sul fronte energia e sostenibilità non avete fatto da allora un passo in avanti nella reale comprensione dello stato delle cose, di quanto sia stato fatto per aumentare la penetrazione delle rinnovabili elettriche nella griglia e quanto siano avanzati tecnicamente i protagonisti del settore in Italia e Europa.
    La vostra posizione è sostanzialmente rimasta la stessa del BAU della fine del primo decennio di questo secolo, il che vi fa apparire veramente come delle vecchie cariatidi che ripetono gli stessi concetti come un disco rotto.
    Prendete il settore elettrico in Italia, che sta dando grande prova di sé nel sostenere il processo di elettrificazione dei consumi in costante crescita nonostante il forte contributo negativo dovuto all’autoconsumo dei milioni di impianti FV ad accumulo, grazie anche al contributo idroelettrico e il suo potere di regolazione: il 2024 è stato un anno record come penetrazione delle rinnovabili senza neppure un accenno di perdita di affidabilità della griglia, che era il grande spauracchio di 20 anni fa. Sarebbe il caso di parlarne.

    All’inizio della vostra avventura in Will contavo sulla presenza di Chiara per una ventata di aria fresca ma per adesso non vedo risultati. Per adesso, su alcuni temi e interventi, skippo sul lettore.

    Con affetto

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