1 ha pensato a “Il debito italiano sta su con la lacca. La surreale campagna pubblicitaria del MEF sul BTP Valore – S5E68”

  1. Cari Chiara, Oscar, Carlo Alberto e Renato,
    condivido i commenti sugli spot sia di questo BTP che di quello a tema crociere. Mi trovo in disaccordo però sulle risposte di Carlo Alberto, Oscar e Renato alla domanda di Chiara se piuttosto di acquistare questo BTP in emissione sia meglio lasciare i soldi nel conto corrente.
    Capisco che per far crescere le aziende (italiane) si dovrebbe investire i propri soldi su quelle e non prestare i soldi allo stato. Il problema è che per investire in aziende i metodi sono: azioni, qualora le aziende siano quotate, e in Italia ce ne sono poche e alcune delle poche hanno anche scelto di delistarsi. Investire in azioni, come sapete sicuramente meglio di me, è molto diverso da comprare obbligazioni. Sia per un discorso di rischio, sia per un discorso di durata dell’investimento.
    Altra opzione è investire in obbligazioni societarie, qui però il problema è venire a sapere dell’emissione di queste obbligazioni. A meno di pagare qualche rivista specializzata, non saprei neanche dove trovare le prossime emissioni di obbligazioni di questo tipo. Senza considerare anche che molte obbligazioni societarie sono indirizzate ad altre aziende, mettendo quotazioni a 100’000€ che chiaramente limitano di molto gli investitori retail. Qui sarebbe più facile confrontare le obbligazioni di aziende con i BTP per quanto riguarda rating e quindi il rischio, e la durata. Purtroppo come sappiamo lo stato tassa in maniera preferenziale i titoli di governativi per gli investitori retail quindi falsa il gioco rendendo meno appetibili obbligazioni societarie con gli stessi rendimenti di quelle governative. Finché non cambia la legge, i retail favoriranno sempre i titoli di stato credo.
    Poi ci sono i fondi di investimento; si possono dividere in fondi in cui i componenti sono aziende quotate, e quindi più o meno si applicano gli stessi miei commenti già espressi sopra. Oppure fondi di aziende non quotate, come ad esempio molti fondi dei famosi PIR. Qui credo che veramente i soldi investiti vadano a favorire l’impresa italiana, (almeno in parte visto che i fondi dopo 5-8-10 anni sperano di rivendere le attività con lauti compensi per loro). Il problema di questi fondi è che sono di gran lunga più rischiosi di un BTP quindi per come la vedo io, non sono investimenti confrontabili. Certo che possono offrire rendimenti molto più alti ma chiaramente non a parità di rischio.
    C’è anche l’investimento del private equity ma personalmente non lo conosco quindi non posso commentare più di tanto. Nella mia esperienza, è un investimento che si possono permettere di fare solo investitori con grandi capitali o che comunque possono prendersi rischi maggiori rispetto a quelli dell’azionario.
    Nell’ottica di un portafoglio di investimenti, i titoli di stato e obbligazioni in generale secondo me devono rivestire una certa percentuale dell’investimento. Che sia 60-40, 80-20, o altre distribuzioni poco importa; le obbligazioni però riducono la volatilità e comunque creano una diversificazione. Con questo non sto certo dicendo che un portafoglio deve essere composto solo da BTP, come temo ce ne siano molti in Italia. Però non concordo con voi quando dite che piuttosto di comprare BTP è meglio tenere i soldi nel conto. Credo che in una certa percentuale, i BTP siano ok chiaramente affiancati ad altre obbligazioni, magari anche societarie (italiane europee e internazionali) e una certa fetta di azioni.
    Magari se avete da linkare una “gazzetta” dove vengono pubblicate le future emissioni delle obbligazioni societarie sarebbe ideale. Io la cerco da un pezzo senza successo

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