2 pensieri su “Giorgia, Eccezzziunale veramente – S5E28”

  1. Che problemi ha uno che sulla questione israeliana, (e sottolineo israeliana), nell’intenzione truffaldina di ribadire il proprio vergognoso pregiudizio antisemita, riserva il 100% delle parole contro Israele e non trova spazio nemmeno per una sillaba per condannare i suoi nemici?
    Oh, raga, ci fosse stato un momento in questo podcast in cui si domandasse a Cifarelli cosa ne pensava della vicenda della famiglia Bibas, che si si sa, i nipotini li ha anche lui, belli al caldo sotto l’ombrello della NATO e di una civiltà antitotalitaria che rifiuta fascismo e (purtroppo di meno) comunismo.

    Ci sono ancora decine di persone tenute barbaramente e vigliaccamente in cattività come merce di scambio, o forse no, per puro piacere di farli soffrire.
    La persona di cui sopra se ne fotte. Ed è un vergogna. Morale, intellettuale, umana.

  2. Le navi metaniere attraccano ai terminal di rigassificazione che gli pagano meglio il GNL. Con l’espandersi della quota sottoposta a liquefazione, il gas naturale è divenuto sempre più una commodity mondiale quasi come il petrolio e non c’entra un bel nulla il costo di produzione. Fine del discorso.

    Eppoi non c’è la stessa relazione stretta che c’è tra Cremlino e Gazprom: la frammentata industria del fracking americano ha già imparato a diffidare di Donald Trump: con la sua politica dissennata, che ha contribuito non poco a deprimere il prezzo del petrolio, sono a pochi Cents dal dover vendere in perdita.

    I russi sì che, vincolati ai percorsi dei “loro” gasdotti e una quota di liquefazione in proporzione modesta, erano costretti a venderci a sconto anche quello sul mercato spot.

    Che meravigliosa risorsa fossile verso la transizione elettrica che era il metano, con la sua molecola con un solo atomo di carbonio, l’alto potere calorifico e le centrali termoelettriche ad alto rendimento. Maledetto sistema mafioso russo che ci ha negato questa opzione.

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