2 pensieri su “Un ministro da mandare a memoria – S5E4”

  1. Già oggi il flusso dei contributi previdenziali verso l’INPS è inferiore alle pensioni erogate; se se ne vuole deviare una certa quantità per costituire dei fondi a patrimonializzazione il problema si allarga; né si possono aumentare ancora le aliquote di contribuzione, in quanto i salari sono bassi, e ancor più quelli dei giovani, e i lavoratori non ce la fanno a sbarcare il lunario. Un alcuni paesi queste transizioni sono state agevolate con un intervento dello Stato, ma con un debito pubblico intorno ai tre trilioni di Euro neppure questo è praticabile. Si tratta di dire a moltissime persone che la loro pensione già in corso, ovvero quella che si aspettano di ricevere avrà una significativa decurtazione: non lo accetteranno mai, e nessun politico lo proporrebbe. Un provvedimento del genere puo’ prenderlo soltanto la ‘Troika’

  2. Buongiorno a tutti e sempre grazie da un affezionato ascoltatore.
    Nella puntata, Oscar dava un giudizio critico di M perché, se ho capito bene, dà un’idea del duce principalmente macchiettistica. Non ho letto i libri di Scurati, ma la lodevole riproposizione della “Nave di Teseo” del Golia di Borgese. Una ferocissima disamina del fascismo e del suo inventore facendo proprio leva sulla personalità (“un guitto”) di M: e di quel humus culturale (fa a pezzi D’annunzio), economico, politico e istituzionale del nostro paese, di cui alcuni tratti mi sembrano ancora ricorrere (vittimismo, fascinazione per la retorica roboante e vuota). Per questo il mio giudizio su M, almeno fino ad ora, è meno severo; confido anzi che potrebbe aiutarci a riflettere non tanto sul pericolo di un nuovo avvento, ma sui vecchi e non del tutto risolti ancoraggi psicologi che ne hanno determinato l’innamoramento di troppi dei nostri predecessori.
    Un caro saluto a tutti

I commenti sono chiusi.