3 thoughts on “La paura fa 75- S2E95

  1. Ciao a tutti,
    Nelle ultime puntate state iniziando ad entrare in dettaglio sui programmi politici. Poichè faccio una certa fatica a reperirli, non me ne vogliate ma non sono un assiduo frequentatore dei siti delle più votate compagini politiche, e ho il dubbio di leggere gli stessi documenti ai quali vi riferite, sarebbe molto utile, per quanto mi riguarda se poteste mettere in calce al podcast i link web ai documenti, o i siti di riferimento dove reperirli.

    Un saluto e un ringraziamento per quello che fate.

  2. Buongiorno a tutti Il ricatto del gas di Putin…
    Cerco di fare un riassunto di quello che ho capito io sarei felice di essere illuminato o corretto…
    Europa, in generale, ha necessità di immense quantità di fonti energetiche per poter mantenere il tenore di vita a cui ci siamo abituati e per produrre beni e servizi da esportare. Allo stesso tempo non è ricca di fonti energetiche fossili o ha deciso di non sfruttarle per potenziali rischi ambientali (fracking, etc), ha fatto in generale dietro front su nucleare e a volte ci sono problemi locali anche su impianti rinnovabili (paesaggistici, utilizzo superfici etc) con tecnologie che comunque non sono pronte a dare un’autonomia essendo discontinue.
    Per decenni ha avuto un proficuo scambio con Russia che è completamente complementare dal punto di vista delle risorse, a prezzi estremamente convenienti.
    Nel 2006 in seguito al cambio di potere in Ucraina ed alle diverse “sensibilità” e rapporti con Russia il transito del gas verso L’Europa è stato messo a rischio. Mi sembra quindi normale e prudente sia per Russia che per i suoi clienti europei costruire nuovi gasdotti per aumentare volumi che preservassero terzi dall’interferenza: così viene alla luce Nordstream 1… Con la crisi Ucraina UE ha deciso di passare dai contratti a lungo termine take or pay a quelli spot come in US per cercare di risparmiare e di mettere in difficoltà Russia… Ma probabilmente senza considerare il potenziale rischio in caso di situazioni estreme come l’attuale.
    Il raddoppio del Nordstream 2 è stato boicottato da US, Polonia ed Ucraina… ritardandone costruzione e completamento. E la Germania ha comunque ritardato per poi congelare la sua certificazione quando ormai era stato completato..
    Eu e comunque mondo occidentale negli ultimi anni hanno demonizzato fonti fossili condizionando investimenti per il loro sviluppo e/o mantenimento.
    Da fine Febbraio EU ha posto un forte embargo su una serie di prodotti e servizi verso la Russia per colpire anche il settore energetico russo.
    Ora chiaramente dinamica dei prezzi è causata soprattutto dalle decisioni europei di passare a mercato spot, decisione che in questi ultimi mesi non sembra essere stata molto lungimirante e dalle diminuzioni di quantità spedite dalla Russia.
    Poiché dalla Russia il gas arriva in Europa tramite gasdotto la situazione attuale dei 3 disponibili è:
    -Yamal non è più utilizzato, se non sbaglio a causa della decisione di Polonia di non acquistare più gas russo per sanzioni e rifiuto pagamento in rubli,
    -tramite Ucraina ha ridotto volumi per decisione Ucraina di fermare trasporto da Sokhranivka… comunque fa un po specie che una nazione che chiede ai suoi sostenitori di cancellare ogni rapporto con suo aggressore, poi gli consenta di incassare miliardi (macchiati del sangue ucraino) per diritti di passaggio di gas…
    -Nordstream 1 Russia afferma che ci sono problemi tecnici su diverse turbine. Una turbina era in Canada bloccata dalle sanzioni.. dopo “solo” un ritardo di un mese è stata trasferita in Germania dove è ancora, sembra per motivi burocratici, sicuramente sono solo pretesti ma Eu/Germania dovrebbero avere tutto interesse a trovare una soluzione, perché sembrano così poco proattivi? Sempre Russia ha dato un’altra soluzione utilizzare Nordstream2 che è pronto… perché se fosse solo un bluff di Mosca non andare a vederlo e così dimostrare a tutto il mondo la realtà dei fatti?
    Il buon CACM parla di prezzo russo del gas più volte… ma il sistema del prezzo è stato deciso ed imposto da EU (spot). Il mercato del gas dove i prezzi vengono negoziati è in Olanda e gli olandesi fino ad ora si sono opposti ad eventuali modifiche… Gli altri fornitori di gas anche alleati, amici e nazioni democratiche e liberali come Norvegia ed Olanda, stanno approfittando della situazione meglio e più della Russia (per prezzi e quantità) quindi parlare del prezzo del gas russo mi sembra davvero poco “fair” e molto “orientato”.
    Altri fatti da tenere in considerazione
    Russia ha fatto manutenzione del Nordstream 1 a luglio per tre settimane (come tutti gli anni precedenti) e si parlava di un blocco totale successivo che non è per fortuna avvenuto. Ma suppongo sia comunque normale fare manutenzioni anche quando non vengono troppo diffuse sui media più generalisti o da politici che devono “spingere” le loro visioni del mondo mediahttps://www.reuters.com/markets/commodities/heavy-norwegian-gas-maintenance-adds-energy-price-pressure-2022-08-26/
    Sembra che CACM ribadisca sua idea di negoziare i prezzi “a muso duro ed armi alla mano”…ed “essere pronti a stracciare i contratti”… non ho ben capito su quali tempistiche si vorrebbe muovere… domani? Tra un mese? Tra 3 anni? Sarei curioso di capirlo perché il timing a mio modesta avviso è fondamentale … e se fosse a brevissimo e Putin non accettasse poi cosa si dovrebbe fare? A parte aver dimostrato di avere le palle? Ci sarebbe il valzer del pagamento del gas in rubli come in aprile? Dove EU si è dimostrata poco credibile nelle affermazioni e “interpretazioni” dei suoi stessi regolamenti o diktat? O fare come Bulgaria?
    https://www.reuters.com/markets/europe/bulgaria-says-talks-needed-resume-russian-gas-supplies-2022-08-22/
    Cordialità
    Gianni

    1. Scusate molto ho fatto alcuni errori di italiano e di punteggiatura… non è per maleducazione… sto invecchiando ed a volte faccio fatica a rileggere quello che ho scritto per fare le opportune correzzioni…

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