4 thoughts on “Automotive: rischi e sfide tecnologiche – E44”

  1. Episodio ricco di spunti di riflessione. Tra le tante informazioni e considerazioni espresse dall’ottimo Paolo Streparava, però, stona un po’ (eufemismo) quella ripetuta e quasi implorante richiesta di sostegno pubblico su ogni fronte del settore, dalla rottamazione sul mercato interno al supporto per conquistare nuovi mercati. Non lo so, senz’altro sbaglio, ma non è un bel vedere. Mi rendo conto che il capitalismo – soprattutto quello nostrano – tende per sua natura ad adeguarsi, ma così il rischio di contribuire alla costruzione di un futuro senza prospettive, fatto di pianificazione e dirigismo pubblico, diventa concreto.
    Forse bisognerebbe cominciare a liberarsi da stereotipi e luoghi comuni e guardare le cose in modo diverso. Per cui l’immagine del giovanissimo imprenditore italiano che si ritrova in aereo verso la Cina insieme ad una delegazione di manager tedeschi capeggiati dal cancelliere in persona, non dovrebbe suscitare invidie nei confronti della presunta capacità di collaborazione tra politica ed imprenditoria di quel paese, ma vera ammirazione nei confronti di quel giovane che con coraggio ed iniziativa tenta in modo genuino di andare a fare affari in un nuovo mercato. Sarà, la mia, una visione romantica, ma nessuno mi toglie dalla testa che nel lungo periodo ciò che conta restano il prodotto (o il servizio) e la reputazione, non certo le momentanee relazioni che la politica instaura a seconda di come gira il vento.
    Io non dimenticherei l’esempio Sergio Marchionne. Che interloquiva sì con la politica, ma per rivendicare spazi di manovra, non per mendicare denaro. La sua è stata davvero una grande perdita.

  2. Ascoltatore fedele fin dagli esordi in Radio24, mi spiace constatare chestavolta l’episodio è completamente off target.
    A partire dal fatto che avete sempre propugnato la distruzione creativa, l’inutilità di tenere in vita settori/aziende o parte di esse che non competitive, mentre in questo episodio siete sulla posizione diametralmente opposta.

    Inoltre svariate citazioni inesatte e non verificate, non sfidate e non contestate da nessuno in studio.
    Cito a memoria senza pretesa di completezza:

    Diverse centrali a carbone in costruzione in Germania
    Toyota costruttore avanzato nella corsa all’elettrico (è il più grosso tra i laggard)

    Benaltrsimo spicciolo vario (eh però le caldaie, eh però la candela, eh però ho mangiato fagioli ieri…) senza considerare il fatto che in effetti non è solo il settore dei trasporti che è correntemente impattatato dalle tematiche di decarbonizzazione.

    Confusione tra inquinamento GW e inquinamento tossico
    Europa conta poco, colpa degli altri
    Auto elettriche molto più leggere di auto termiche…

    potrei continuare….

    Vi suggererirei di preparare meglio la puntata quando affrontate argomenti che non padroneggiate,

    Con affetto, un ascoltatore che ha dedicato una carriera all’efficienza energetica

  3. Scusi, ma se – non metto in dubbio – ci ha ascoltato dagli e negli anni su radio24 sa che consideriamo quello avvenuto con e post dieselgate un vero e proprio suicidio industriale, cui UE si è prestata travolta da interessi USA – mercato e produzione diesel da sempre trascurabilissimi, zero investimenti a differenza dei player europei sulle tecnologie di abbattimento delle classi avanzate di diesel che avevano e avrebbero oltremodo ottenuto risultati rilevantissimi – e asiatici – su questo a cominciare da Cina, è straevidente perché dando un occhio alla geopolitica aggressiva con cui Cina si è procurata oligopolio di componenti essenziali per batterie. Delle sue osservazioni critiche, giustissimo osservare che l’ospite – non noi – ha sparato a casaccio su centrali a Carbone Germania, mentre quelle cinesi in arrivo di cui ho parlato io sono cifre ufficiali. Ma all’ospite dovevano far notare sua inesattezza. questo rilievo è fondatissimo, giusto e sia meritata cenere sul nostro capo. Quanto all’opinione di Toyoda capo della Toyota, essere più indietro di altri su EV non per questo implica non considerare rilevante sua posizione, stante che con VW striamo parlando dei leader mondiali della produzione. Diverso invece il tono che assume quando parla di generico benaltrismo e “ieri ho mangiato fagioli”.. sorrido perché quando si usano certi toni vuol dire che la bocciatura è di piena ignoranza. Mi scusi ma no: abbiamo evidentemente idee diverse sulla brutalità dell’ultimo rapporto dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, che richiesta di indicare le tappe e conseguenze attuative della neutralità carbonica al 2050 ha descritto uno scenario di costi da 5 trilioni di dollari l’anno con intere filiere di occupati investite, senza contare le milioni di tonnellate di riserve metallifere da estrarre da terre e oceani con tecnologie fossili e relative emissioni, e azzerando immediatamente tutti i progetti di nuova ricerca ed estrazione di fossili, su cui però son oggi già investiti centinaia di mld di dollari. Le opinioni diverse sono legittime, voglio sperare, e la sua è dominante nel mainstream mentre la nostra no. Ma di qui a liquidarla dandoci degli ignoranti, padronissimo e la rispetto e ringrazio di cuore. Ma non posso essere d’accordo. L’Europa è davvero tra USA e Asia l’area continentale che ha fatto di più per abbattere le proprie emissioni climalteranti e rappresenta oggi un apporto imparagonabilmente più basso alle loro. Particolato e polveri sottili dipendono davvero più da caldaie che da traffico su gomma nelle città metropolitane italiane. Infine, le posso garantire che la sera prima non avevamo mangiato fagioli né altri legumina ventosa….come i pitagorici le chiamavano sconsigliandone l’uso… Grazie infinite

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