5 pensieri su “LA DRAGHI-GOVERNANCE DEL PNRR. MIRACOLO TEMPORANEO O MODELLO PERMANENTE?”

  1. L’obiettivo di riformare strutturalmente l’Italia dovrebbe essere condiviso in un ottica di futuro sostenibile e inclusivo, nel senso che ognuno dovrebbe fare la sua parte per creare un paese più ricco è attraente. Per tutti.
    Il PNRR è un progetto; ci serve anche una visione condivisa. E un adeguato cambio di mindset: e questa è la parte complessa.

  2. Il punto focale è nella responsabilizzazione dei ministri competenti per materia che sono responsabili della attuazione delle decisioni. E nella mancanza di tecnici autonomi per la realizzazione. L’assunzione nella PA di 24000 tecnici interni, anche se per 5 anni, che progetteranno conoscendo dall’interno le esigenze.

  3. I media vivono nell’imbarazzo di non offendere l’orgoglio dei capi bastone dei partiti, certo offesissimi dall’approccio di Draghi. E così non danno enfasi alla governance del PNRR così brillantemente risolta. E i media non sono propensi nel contempo a fare vedere di essere favorevoli al “nuovo corso” di Draghi. Credo che i partiti giocheranno le loro carte con le riforme: Conte ad esempio si sentirà sempre più interlocutore, misurandosi con Di Maio. Ma la strada è in salita per Draghi.

  4. Citando nella formula inaccurata il rasoio di Occam, la risposta credo sia quella più semplice: è complicato e ci capiscono poco, noi italiani, io per primo, ci capiamo poco (complice l’informazione), e quindi fila tutto liscio.
    Spero funzioni, e forse sarebbe opportuno comunicarlo e spiegarlo meglio per, eventualmente, rendere gli aspetti positivi strutturali nel nostro sistema.
    Però, ripeto, non so. Vediamo. Forza Mario.

  5. Il centrodestra che si sente sicuro vincitore delle prossime politiche dovrebbe approfittare di un primo ministro come Draghi per riformare la costituzione in modo da rendere il paese più governabile. Visto che comunque dovranno tenerselo fino a fine legislatura e visto che quasi sicuramente non si presenterà alle politiche come competitor Salvini, Meloni e C. dovrebbero appoggiarsi al suo prestigio per riformare il sistema.

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