Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
Cari tutti. Prima di tutto volevo ringraziarvi per il grande lavoro di divulgazione che portate avanti e che arricchisce il panorama asfittico dell’informazione politico-economica del nostro amato Paese.
Scrivo in merito alla digitalizzazione dei contratti pubblici. Lavoro per l’università e mi occupo di acquisti per un dipartimento; ho ascoltato con interesse la lettera dell’ascoltatrice e mi unisco al suo sconforto per quanto riguarda l’implementazione della digitalizzazione degli appalti. Confermo che siamo tenuti a chiedere ai fornitori una serie di dichiarazioni per ogni affidamento: questo perché il codice degli appalti (art. 52) ha statuito che, per affidamenti sotto i 40.000 euro, la verifica delle cause di esclusione debba essere fatta a campione sulle dichiarazioni inviate dai fornitori.
Il problema sorge quando le stazioni appaltanti non attuano una seria progettazione e programmazione della spesa. Se gli acquisti vengono frammentati, è evidente che il numero di procedure aumenta considerevolmente, con la conseguenza di dover chiedere allo stesso fornitore n-mila dichiarazioni (più di una per ogni “appalto”). La cosa si aggrava perché, nel frattempo, non esistono banche dati condivise all’interno dell’Ente: perciò, se io richiedo oggi la dichiarazione di tracciabilità dei flussi finanziari a un fornitore, la mia collega di un altro dipartimento lo farà anche domani, ignorando che sia stato fatto un analogo affidamento poche ore prima.
Se poi a questa già faticosa procedura si aggiunge lo zelo di funzionari “prudenti”, le richieste all’operatore economico diventano una valanga di moduli con pretese assolutamente mirabolanti! Per non parlare delle dichiarazioni obbligatorie, su moduli con identità visiva (alla faccia delle autocertificazioni ai sensi del D.P.R. 445/2000), legate al PNRR: almeno 5 dichiarazioni diverse anche per affidamenti di 100 euro. Se poi a questa follia aggiungiamo la compilazione di checklist di oltre 40 pagine per ogni acquisto da portare a rendicontazione, beh…
Altro capitolo sono le piattaforme certificate: sono complicate per gli operatori economici, ma non rendono certo la vita facile alle PA. Sono spesso ferme per manutenzioni, dopo le quali restano inattive per giorni; sono lente e “digitalmente” farraginose. Potrei andare avanti raccontando mille aneddoti stravaganti, ma sarebbe come versare sale sulle ferite aperte.
Credo sia giusto che alla pubblica amministrazione vengano richiesti attenzione e rigore quando si tratta di spendere i soldi dei cittadini. La trasparenza è un valore che però è spesso dichiarato con parole altisonanti, ma non praticato. Difficile capire quale possa essere la strada da percorrere per raggiungere un sistema che sia equo ed efficiente per tutti. Certo è che sarà necessario trovare una soluzione al passo con i tempi: sono tempi difficili, ma che possono offrire molte possibilità. Grazie.”