7 pensieri su “Il vento del Nord: perché l’accordo di Amburgo sull’eolico off shore è una bella notizia – S6E6”

  1. Ciao,
    la puntata è stata interessante è ricca di spunti come sempre, ma riguardo le Coop che vogliono chiudere la domenica mi sembra che non abbiate affrontato il punto del costo del lavoro domenicale. Le Coop si lamentano per l’appunto che la domenica i lavoratori devono avere un aumento del 50% sulla retribuzione ordinaria (se non erro), rispetto però a ricavi non sufficientemente superiori alla media settimanale per renderli economicamente sostenibili. Secondo me il problema principale è proprio questa rigidità contrattuale che non permette alle aziende di trovare o provare a trovare accordi coi propri lavoratori interni per aumenti retributivi minori per giorni e orari non ordinari.

    Buona giornata

    1. Beh dai che a lamentarsi che i lavoratori guadagnano troppo sia la Coop a me fa sorridere, pensando a quale _dovrebbe_ essere il loro approccio.

      Ci sono migliaia e migliaia di aziende che lavorano 24×7 e che da sempre pagano festivi, notturni ecc.
      Cosa che mi pare giusta, DEVE esserci un differenziale per chi fa turni che portano un disagio, sia esso di orario, di possibilità di stare in famiglia o simili.
      In questo caso, e lo dico da imprenditore, sono assolutamente contrario ad una contrattazione aziendale (diverso il discorso di straordinari o orari in fasce “normali”), perché in alcune aree potrebbe portare a ricatti e riduzioni tipo i contratti pirata.
      Non è rigidità contrattuale, è rispetto per i lavoratori.

      Se la resa per ora lavorata non copre il differenziale di costo si chiude, e chi è più efficace tiene aperto.
      Il mercato funziona così, capisco che in Italia non piace, ma è così.

      Renato

  2. Ma perché nessuno parla dell’energia geotermica?Sembra che l’Italia ha un immenso potenziale oltre le proprie necessità.

  3. Vento del Nord: ottima notizia, risponde (parzialmente) ad una domanda che mi pongo spesso ovvero perché si parli poco dell’idrogeno (verde) come alternativa alle ben più costose (ed inquinanti) batterie per lo stoccaggio di energia.

    Ripeto la teoria – invece di chiudere le rigenerabili per bilanciare la rete, deviarle su generazione di idrogeno, che una volta stoccato fa da tampone (attraverso le celle a combustibile) per coprire i buchi di produzione delle rigenerabili stesse.

    Chiusura Domenicale – mi sembra una posizione antistorica, in primis per le abitudini apprese dai consumatori, ma anche perché viviamo un un momento in cui (e di questo si parla troppo poco) il modello shopping per centro commerciale è anemico (parliamo di cascina merlata a Milano?) e a volte sopravvive per la presenza proprio dei supermercati. Struscio per negozi + spesa diventa una questione di sopravvivenza per qualche cattedrale nel deserto (e gli annunci di nuove aperture non sono rassicuranti – il potere di acquisto e la propensione alla spesa è quel che è, non si spende di più se ci sono più negozi e punti vendita…)

  4. Ho lavorato 30 anni in un Trony. Grazie a Dio ne sono uscito. Non tanto per le domeniche lavorative, ma per i turni. Ok tenere aperto ma riprogrammate i turni. Spessissimo facevo 9,10gg di lavoro e poi BEN UNO A CASA!! E che turni. Spessissimo.o 8.45-12/16-20!!!

  5. sono d’accordo con l’idea di Renato riguardo alle aperture domenicali, ovvero aprire ma solo per parti della giornata. questa è la norma per esempio in UK, dove i supermercati e centri commerciali, piccoli o grandi, possono aprire soltanto per 6 ore la domenica, solitamente dalle 10 alle 16. per me è un giusto compromesso e permette di gestire il personale su turno unico riducendo quindi la necessità di avere molto personale in un giorno festivo.

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