5 pensieri su “Perchè non ci convince il Clean Industrial Deal – S5E14”

  1. Mostrare sicurezza sul fatto che il sistema di formazione del prezzo dell’energia nel mercato elettrico attuale, basato sul cosiddetto system marginal price, sia necessariamente superato è un azzardo e una leggerezza. E’ un tema complesso che solamente in fasi particolari del mercato si semplifica. Era il caso ad esempio del momento dell’autoinflitto impazzimento del prezzo del gas naturale del 2022 in UE, a cui data questa efficace sintesi di Carlo Stagnaro (https://lavoce.info/archives/92758/sul-prezzo-del-energia-elettrica-vanno-riviste-le-regole/).

    Si potrebbe dibattere ancor di più sul ruolo del nucleare nella formazione del prezzo come sostituto del carbone nella copertura del baseload, visto che da un punto di vista finanziario è molto più simile alle rinnovabili che al gas, ma è discussione abbastanza inutile in Italia dove quel ruolo è coperto da oltre 20 anni dalle CCGT e quindi segue le dinamiche dei mercati del gas. Perchè scandalizzarsi quindi se l’UE vuol lasciare agli stati nazionali la scelta?

    Del nucleare vanno esplicitati due aspetti importanti:
    – il ruolo di semplificazione nel dispacciamento, fatto che implicherebbe una limitazione nell’inevitabile aumento degli investimenti nelle reti dato dall’elettrificazione dei consumi e dalle rinnovabili intermittenti.

    – prima di impegnarsi nella realizzazione di un numero “eccessivo” di centrali nucleri con le CCGT ancora in ammortamento – anzi, in parallelo – i soggetti dell’industria più energivora, di quella meno energivora, dei trasporti e dei consumi domestici devono essere incentivati nell’elettrificare i propri consumi e lasciare al momento il consumo diretto di gas naturale e raffinati del petrolio solo ai soggetti hard-to-abate che hanno bisogno di più tempo e un livello di investimenti relativi più elevato. Cosa che sta già avvenendo, ma non a sufficienza. Diversamente il prezzo alla Borsa Elettrica sarebbe troppo depresso e l’unico modo per far funzionare il nucleare sarebbe quello con i soldi di pantalone (cosa che a voi Don Chisciotte se non ricordo male non dovrebbe piacere).

  2. Ma perché nessuno parla dell’energia Geotermica?Potrebbe fare le veci del nucleare?Sembra che in atto potrebbe dare energia in abbondanza mentre in atto è nulla .

    1. Perché quella economicamente disponibile, a ciclo aperto, in Italia è già tutta sfruttata e da molti anni. In realtà c’è un progetto di sviluppo in ciclo chiuso binario di Sorgenia in val d’Orcia (https://www.sorgenia.it/impianto-geotermico-val-di-paglia).
      Il vero potenziale del geotermico è quello cd. a bassa entalpia sfruttato dalle pompe di calore per il riscaldamento, il raffrescamento e la produzione di acqua calda sanitaria negli edifici: per ogni unità di energia elettrica consumata, una pompa di calore geotermica produce 5 unità di calore termico.
      Sono impianti incentivati dallo stato, quindi invece di lamentarsi che le utilities non investono in geotermico, possiamo cominciare a investirci noi (casi specifici a parte).

  3. 1) Ogni anno, nella pianura padana, vengono scaricati milioni di tonnellate di PM10, i reparti di pneumologia dei vari ospedali sono sempre più intasati. La gente muore e si continua a discutere senza decidere nulla.
    2) Ma non eravate sostenitori di Trump? Ora che applica i dazi, cosa peraltro che aveva preannunciato, non va più bene. E va be’. E’ molto più coerente Salvini, il che è tutto dire.

  4. Quando la strategia non è chiara, l’incertezza diventa l’unico investimento sicuro. Chi l’aveva detto? Mi è venuto in mente sentendo l’ultimo episodio.

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