Cambiare la politica energetica per non finanziare la guerra – S2E49

Dobbiamo cambiare i mix e la nostra politica energetica.

L’Italia da sola non ce la può fare, un cambio di politica energetica necessita un coordinamento Europeo ed una profonda revisione del “Fit for 55” prima della sua approvazione.

https://omny.fm/shows/don-chisciotte/cambiare-la-politica-energetica-per-non-finanziare

4 thoughts on “Cambiare la politica energetica per non finanziare la guerra – S2E49”

  1. Le implicazioni di una transizione energetica sono talmente vaste e imponderabili nel medio-lungo periodo che pensare di affrontarla l’Europa da sola mi pare davvero una favoletta. Il mix energetico determina la nostra aggregazione sociale..e a sua volta è determinato moltissimo dalla geografia che influenza la logistica che a sua volta influenza prezzo e curva domanda-offerta. A sua volta il mix di domanda (households, industrial, energy intensive) contribuisce assieme alla logistica a determinare il costo, retroattivamente, del kWh, facendo in modo che a parità di mix energetico di base, un kWh in Germani costerebbe in maniera diversa che in Italia, data la diversità dei costi di dispatching e di diverso mix di domanda. Dire di escludere la Russia dal nostro “parco fornitori”..non fa diventare la Russia un fornitore secondario/marginale..ma noi un acquirente marginale. Nel mercato energetico un paese quasi totalmente non-autosufficente nel momento stesso che dice di escludere dalal supplychain energetica uno dei piu grossi produttori mondiali..significa autoinfligfgersi prezzi dell’energia che taglierebbero totalmente fuori la competitività delle nostre aziende..perche ocmunque anche qualora rendessimo significativa la quota di energia autoprodotta..la produzione di questa energia costerebbe sempre il 70% in piu di quella acquistata sui mercati internazionali..Sapete avviene già coi prodotti raffinati petroliferi: un litro di gaoslio rafifnato in italia costa il 40% in piu di quello acquistato sui mercati spot Cif Med del mediterraneo…e parliamo di una filiera stramatura.

  2. Per completezza di informazione:
    non solo i rigassificatori Offshore FSRU si possono fare, nel senso che sono una realtà consolidata da tempo come suggeriva Giannino, ma in Italia ce n’è già uno pienamente operativo 12 miglia al largo di Livorno dal dicembre 2013 con potenzialità 4.5miliardi mc/annui (metà TAP).
    Al solito, l’iter di approvazione, costruzione e collaudo è stato molto lungo, dal 2002.
    E’ stata riconvertita a impianto FSRU una nave metaniera in un cantiere a Dubai.
    https://www.oltoffshore.it/

  3. La crisi Russo/Ucraina e le rispettive sanzioni hanno fatto schizzare i prezzi delle materie prime alle stelle, e le economie dei paesi ne soffrono…
    Ci soffermiamo sempre e solo nell’analizzare le conseguenze che tutto questo comporta per l’Italia e vagamente in Europa e USA, ma come tutto questo impatta nelle economie di paesi più poveri? questi sono convintamente favorevoli alle scelte politiche decise dai paesi occidentali nell’affrontare questa crisi o sono in qualche modo obbligati a sostenerle?

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